Autore: Monica De Santis

Terrorismo - Francia - Attentato - Isis

13
Nov

Tatuarsi per ricordare: il coraggio dei sopravvissuti del Bataclan

A due anni dagli attentati di Parigi i sopravvissuti mostrano i loro tatuaggi: testimonianze, ricordi e sentimenti incisi sulla pelle

A due anni dagli attacchi terroristici di Parigi la Francia si riunisce per ricordare e commemorare ai deceduti e alle vittime tutte. Presenti Emmanuel Macron, François Hollande, e alla sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, i quali visiteranno le zone della città compite. Lo scorso anniversario della tragedia fu Sting a inaugurare la rinascita del Teatro Bataclan con un concerto.

La tragica notte del 13 novembre

La follia umana che seminò il terrore la notte del 13 novembre 2015 provocò la morte di 130 persone e ne ferì oltre 350. Il primo attacco fu sferrato allo Stade de France, dove tre terroristi si fecero esplodere, poi fu la volta delle sanguinose sparatorie lungo il decimo e l’undicesimo arrondissement e infine fu il turno del Teatro Bataclan durante un concerto degli Eagles Death Metal. Alle 21.40 tre uomini iniziarono a sparare sulle persone e prima fuori e poi dentro il teatro, provocando la morte di 89 persone, fu l’attacco peggiore di quella tragica notte.

Ricordiamo anche l’attacco terroristico del 19 giugno, che vide un auto correre a tutta velocità sugli Champs Elysées e scagliarsi contro una camionetta delle forze dell’ordine francesi. L’attacco, fortunatamente, non provocò morti, fatta eccezione per l’attentatore stesso.

Il coraggio dei giovani: la voglia di ricominciare e di non nascondersi

L’attentato ai centri di maggior movida e aggregazione giovanile della capitale parigina è un chiaro attacco alle nuove generazioni e al loro stile di vita, ai loro valori interculturali, al loro divertimento e voglia di stare insieme allo stadio, in un locale o ad un concerto.

Ma gli stessi giovani che sono stati colpiti e sono sopravvissuti hanno deciso di reagire andando avanti, senza negare il proprio essere e il proprio vissuto, senza cedere al terrore. Molti di loro hanno deciso, infatti, di non nascondersi, mostrando sul proprio corpo quello che sentono, quello che non riescono e non vogliono dimenticare, quello che sono oggi. In che modo? Con dei tatuaggi.

Laura Lévêque, ad esempio, ha deciso di tatuarsi un serpente che si morde la coda, un corvo , dei fiori che crescono in battaglia e un eclissi.
Sono tornata in possesso del mio corpo - racconta la ragazza - e ho trasformato l’orrore in bellezza. Sono stata immersa nel sangue, ricoperta di carne, impregnata delle vittime”. Il tatuaggio è stato immortalato dal fotografo Joel Saget.

Nahomy Beuchet, 19 anni, fu una delle prime a tatuare sul braccio, dopo soli tre mesi dall’attentato, la data 13/11/15 e la scritta “Peace, Love, Death Metal”, titolo dell’album della band che suonava.

Ricordiamo anche Fanny Proville, che ha inciso sulla sua pelle la frase “Sometimes you need to let thing go”.