Autore: Chiara Ridolfi

Omicidio - Arma dei Carabinieri

1
Mar

Strage a Cisterna di Latina: la moglie aveva denunciato in più occasione

Una strage che si poteva evitare quella avvenuta ieri a Cisterna di Latina, dal momento che in più occasioni la moglie aveva denunciato le violenze. Ancora una volta le molestie sono state prese sotto gamba.

Una strage quella avvenuta a Cisterna di Latina che si poteva evitare, dal momento che la donne aveva in più occasioni denunciato le violenze del marito. Nessuno è però intervenuto, nessuno ha emanato un ordine restrittivo o tutelato le due bambine, la piccola di 8 anni e la più grande di 13.

Nella giornata del 28 febbraio 2018 l’appuntato dei carabinieri Luigi Capasso, dopo aver finito il turno nella sua caserma di Velletri, si è recato a casa della moglie. I due erano in fase di separazione e la questione non sembrava piacere troppo a Luigi.
Uscito dalla caserma e giunto a casa ha bloccato la moglie che stava andando al lavoro e con la pistola di ordinanza le ha sparato 3 colpi, ferendola in modo molto grave.
Antonietta Gargiulo si stava recando al lavoro e il marito ha atteso che scendesse in garage per bloccarla.

Proprio in garage dovrebbe esserci stata una violenta lite tra i due che avrebbe portato Capasso ad estrarre la pistola d’ordinanza e sparare alla donna. Antonietta è rimasta a terra ferita allo stomaco, allo zigomo e al petto; i vicini sentendo i colpi di pistola hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine e chiamato i soccorsi che sono giunti dopo pochi minuti.
Nessuno poteva immaginare che l’uomo non si sarebbe fermato ad uccidere solo la donna con cui si era sposato, ma avrebbe ucciso anche le figlie.

Luigi Capasso infatti, dopo aver sparato i tre colpi contro la moglie, dopo aver sottratto le chiavi dalla borsa della moglie, è salito al piano di sopra e si è barricato in casa con le bambine. Per ore carabinieri e forze dell’ordine hanno cercato di convincerlo ad uscire o a rilasciare le piccole, ma tutto è stato inutile.
Le ragazzine, in base alle prime analisi, dovrebbe aver trovato la morte nelle prime ore della mattina, mentre ancora dormivano nel proprio letto.

Una vicina avrebbe infatti raccontato alla polizia di aver udito colpi di arma da fuoco intorno alle 6 del mattino. In base alle prime ricostruzioni Capasso si sarebbe tolto la vita solo successivamente, dopo le 9 ore di trattative con le forze dell’ordine che sarebbero però state già vane, dal momento che le due bambine erano state uccise sin dalla mattina.

Strage di Cisterna di Latina: le morti si potevano evitare?

Una strage che si poteva però evitare, dal momento che le Antonietta aveva in più occasioni denunciato il marito e aveva dichiarato il pericolo che le bambine correvano. Antonietta aveva presentato la prima denuncia a settembre, quando il marito l’aveva picchiata di fronte alla fabbrica dove lavorava a Cisterna.
La donna aveva presentato un esposto ed era poi tornata dai carabinieri a gennaio per far presente che il marito di mestiere faceva il carabiniere e che quindi aveva la pistola d’ordinanza.

La donna avrebbe in più occasioni parlato con il comandante della caserma di Velletri dove il marito lavorava e sarebbe stata rassicurata in più occasioni da lui. A raccontare la questione è proprio l’avvocato di Antonietta che ad oggi è ricoverata all’ospedale di Roma San Camillo; l’avvocato della donna racconta infatti:

E il comandante, a quanto mi raccontava la mia cliente, lo aveva fatto. Le aveva promesso che avrebbe parlato con il marito, che lo avrebbe fatto ragionare e lei ogni volta usciva tranquillizzata da questi colloqui. Si fidava molto di questo carabiniere

Il marito da settembre dormiva in caserma, dove aveva chiesto una branda dal momento che non poteva più vivere con la moglie e le figlie. In base a quello che raccontano i colleghi gli era stato proposto un aiuto e un sostegno, sempre rifiutato da Capasso.
Antonietta aveva pensato a lungo prima di presentare l’esposto dal momento che avrebbe potuto mettere nei guai il marito con il lavoro e non voleva che venisse sospeso dal servizio.

Le violenze fisiche, psicologiche e morali l’avevano infine spinta a presentare l’esposto, sperando di essere tutelata dalla legge e di mettersi al sicuro insieme alle sue bambine. Nessuno però sembra aver preso le giuste misure di sicurezza, dal momento che mentre Atonietta combatte tra la vita e la morte, le piccole hanno esalato il loro ultimo respiro nel proprio letto.