Autore: Ilaria Roncone

Luigi Di Maio

10
Set

Stop alle aperture di domenica entro fine anno: la proposta di Di Maio divide

Di Maio: “Stop alle aperture di domenica entro fine anno”. Le ultime news riguardo alle chiusure di domenica dei centri commerciali prevedono che la proposta venga discussa in commissione Attività produttive alla Camera a partire dal 13 settembre.

Il ministero dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio lo aveva già annunciato: la questione delle aperture di domenica dei negozi verrà discussa in commissione Attività produttive della Camera da giovedì 13 settembre. Il vice premier Di Maio ha affermato che “Sicuramente entro l’anno approveremo la legge che impone lo stop nei weekend e nei festivi, con turnazione, e l’orario che non sarà più libero”. Secondo il ministro “la liberalizzazione sta distruggendo le famiglie italiane. Bisogna ricominciare a disciplinare orari di apertura e chiusura".

La proposta sul tavolo, però, divide: Cgil e Chiesa sono concordi, il no arriva dalla grande distribuzione.

Stop alle aperture di domenica: tutte le reazioni

Non si sono fatte attendere le reazioni di sindacati, Chiesa e organismi coinvolti. Per Confcommercio si tratta di “una regolamentazione minima e sobria è una via percorribile e imprescindibile".
In merito si è espresso anche mons. Giancarlo Maria Bregantini, che ha definito l’idea una “grazia inattesa”. La Filcams considera lo stop alle aperture di domenica come “una priorità”.

Il parere discordante, invece, arriva dalla grande distribuzione organizzata: si prevedono tagli di posti di lavoro per 40-50mila persone. Proprio il presidente della Confimprese, Mario Resca, lancia l’allarme:

Se la proposta del Movimento 5 Stelle dovesse diventare legge, il messaggio sarebbe chiaro: le aziende saranno costrette a licenziare, l’intero comparto perderà 400mila posti di lavoro e il 10% del fatturato, sarebbe un grave danno per l’economia.

Una questione che risulta quindi essere molto spinosa e che porta a interrogarsi su quale delle due soluzioni sia la migliore per il Paese.

Aperture di domenica: ecco cosa dicono le proposte di legge

Attualmente si contano cinque proposte di legge il cui obiettivo è ripristinare la situazione precedente alla riforma Monti del 2011, il decreto Salva Italia. Proprio con questo decreto, Monti aveva liberalizzato il lavoro nel commercio nei giorni festivi. Le cinque proposte di legge vengono da Movimento 5 Stelle, Lega, Pd, consiglio regionale della Regione Marche e un’ultima di iniziativa popolare. La proposta della Lega sarebbe la più restrittiva di queste cinque, con prima firmataria Barbara Santamarini, che prevede possibili deroghe al divieto di apertura solamente per tutte quelle città che hanno vocazione turistica per le quattro domeniche di dicembre e quattro altre domeniche o festività.

La proposta del M5S può definirsi più light, invece, considerato che sarebbero le regioni a stabilire delle regole nuove, con la possibilità di rimanere aperti non più di una domenica al mese (12 domeniche in tutto l’anno). Anche nel caso della proposta del Movimento ci sarebbero deroghe speciali per le località turistiche.
Il PD, dal canto suo, vorrebbe imporre la chiusura per 12 giorni festivi nell’arco dell’anno con una proposta di manica decisamente larga, considerato che ciascun esercente di vendita al dettaglio potrebbe derogare la chiusura fino a un massimo di sei giorni. La proposta ad iniziativa popolare vorrebbe il potere decisionale in mano alle singole regioni, annullando totalmente le liberalizzazioni previste dal Decreto Salva Italia. La quinta ed ultima proposta al vaglio, ad opera della regione Marche, prevede che siano i rivenditori ad avere la facoltà di aprire durante alcuni giorni festivi fino a un massimo di 12 aperture in un anno.

Una serie di idee che dividono, dal momento che la chiusura porta al taglio di posti di lavoro e a un conseguente ridimensionamento del personale.