Autore: Fiammetta Rubini

Divorzio - Silvio Berlusconi - Mediaset - Sentenze di Cassazione

17
Mag

Berlusconi-Lario: ecco perché l’assegno di mantenimento di 2 milioni al mese è stato confermato

Berlusconi continuerà a versare all’ex moglie Veronica Lario 2 milioni di euro al mese, nonostante la rivoluzionaria sentenza della Cassazione sul tenore di vita matrimoniale. Ecco perché.

Silvio Berlusconi probabilmente aveva tirato un sospiro di sollievo alla notizia della recente sentenza della Cassazione che ha detto addio al tenore di vita matrimoniale. L’ex Cavaliere, separato dalla seconda ex moglie Veronica Lario, era tenuto a pagarle un assegno di mantenimento mensile milionario così da poterle garantire lo stesso tenore di vita.

Il leader di Forza Italia ha fatto ricorso contro il maxi-assegno, ora respinto dalla Cassazione. Silvio Berlusconi è “uno degli uomini più ricchi del mondo ed è rilevante la disparità dei suoi redditi rispetto a quelli della moglie Veronica Lario”: per questo i supremi giudici hanno confermato l’assegno di mantenimento a favore di Veronica Lario del valore di 2 milioni di euro al mese.

Il verdetto della Cassazione sul caso Berlusconi-Lario sembrerebbe, a prima vista, in contrasto con la rivoluzionaria sentenza 11504/17 con cui la Corte Suprema ha stabilito lo stop all’assegno divorzile per il coniuge economicamente autonomo o capace di diventarlo anche nel caso in cui, una volta divorziato, non riesca a mantenere il tenore di vita precedente.

Questo principio si riferisce all’assegno di divorzio, mentre Silvio Berlusconi e Veronica Lario si muovono sui binari dell’assegno di separazione: la donna si tiene così i 2 milioni di euro come deciso dalla Corte d’Appello di Milano nel 2014.

I giudici spiegano, infatti, che “la separazione non elide la permanenza del vincolo coniugale e il dovere di assistenza garantendo il tenore di vita di cui si godeva durante il matrimonio.”

Berlusconi-Lario: assegno di mantenimento milionario confermato

Con sentenza 12196 la Prima sezione Civile della Cassazione ha confermato l’assegno di separazione di 2 milioni di euro al mese che Silvio Berlusconi dovrà versare all’ex moglie.

Non ci troviamo, infatti, davanti a un assegno di divorzio (dove il “tenore di vita” è stato di recente sostituito dal “paramento di spettanza” basato sull’autonomia economica dell’ex coniuge), bensì di un assegno di mantenimento disposto in fase di separazione. Su questo fronte, infatti, le cose sono rimaste uguali: il coniuge più facoltoso è tenuto a pagare un assegno di mantenimento tale da garantire al meno agiato di condurre uno stile di vita analogo a quello goduto in precedenza.

Divorzio Berlusconi-Lario: le cifre del mantenimento

Quando Veronica Lario, nel 2009, ha avviato le pratiche per la separazione dopo 19 anni di matrimonio con Silvio Berlusconi, tra le altre cose ha chiesto un assegno di mantenimento di 3,6 milioni al mese. L’ex presidente del Consiglio aveva subito fatto notare l’assurdità della cifra pretesa, considerando l’autosufficienza e le risorse patrimoniali di cui la Lario disponeva.

L’assegno era stato poi ridotto a 50mila euro al mese da versare dal 2009 a settembre 2010, per arrivare a 2 milioni di euro per il periodo successivo, ossia da ottobre 2010 alla data di divorzio nel febbraio 2014. Sull’assegno divorzile la causa è ancora pendente: il suo valore è stato fissato a 1,4 milioni al mese e anche su questo Silvio ha fatto ricorso in Appello.

Pur abbassato a 2 milioni al mese dalla Corte d’Appello di Milano, l’assegno di mantenimento viene considerato da Berlusconi esagerato. Il boss di Mediaset ha evidenziato di aver garantito all’ex moglie un tenore di vita al di fuori di ogni norma. I giudici hanno tenuto conto anche della posizione reddituale della Lario, e disposto che ci fosse in ogni caso una “rilevante disparità tra i redditi e i patrimoni dei due coniugi”.

L’assegno di separazione di 2 milioni di euro al mese permane, dunque, considerando “l’elevatissimo tenore di vita goduto durante la convivenza matrimoniale”, nonché la “lunga durata del rapporto”, il “contributo morale ed affettivo reso dalla moglie all’intera famiglia” e l’impossibilità per l’ex madame Berlusconi “di riprendere l’attività di attrice, abbandonata con il consenso del coniuge, molti anni prima”.