Autore: Chiara Ridolfi

Polizia di Stato - Vigili del Fuoco

8
Ago

Sgomberato il centro sociale Làbas: manganellate e tafferugli. Ecco cos’è successo

Il centro sociale di Bologna Làbas è stato sgomberato tra gli scontri con la polizia e le manganellate agli attivisti. Ecco cos’è successo.

Il centro sociale Làbas, dopo 5 anni di occupazione, è stato sgomberato questa mattina intorno alle 7:00. Le forze di polizia questa mattina si sono trovate di fronte non più di 30 persone che per atto dimostrativo si sono sedute davanti all’entrata principale di via Orfeo.

Nelle mani degli attivisti seduti in terra i caschi da lavoro e delle rotoballe per chiudere l’ingresso del Làbas. Le forze dell’ordine hanno quindi cercato prima di trascinare via i manifestanti e poi hanno usato il manganello.
Il quartiere si è svegliato tra i fumi dei lacrimogeni e lo sgomento per un’azione poco chiara.

Molti residenti infatti hanno spiegato che il centro sociale non dava alcun fastidio e anzi era un punto di ritrovo e incontro per il quartiere. “È un lutto, il quartiere perde una realtà sociale unica” dice uno dei residenti svegliato per l’odore dei lacrimogeni.
La strada è stata chiusa e sono intervenuto i vigili del fuoco per spegnere i rochi che erano stati appiccati nel cortile del centro sociale.

Il centro sociale Làbas


L’ex caserma appartiene alla Cassa depositi e prestiti che già nel 2012 aveva fatto sgomberare la zona. La caserma era stata subito rioccupata dai ragazzi del centro sociale legato al Tpo e alla fine del 2015 era stata emanato un decreto di sequestro dal pm.

Il Labàs con il tempo era diventato un punto di incontro e ritrovo per il quartiere e al suo interno erano presenti vari progetti. Era stato creato un dormitorio “Accoglienza Degna”, con 15 posti letto, molti laboratori per grandi e piccoli e ogni mercoledì si teneva il mercato biologico.

Gli spazi della caserma erano stati riqualificati e grazie a campagne di finanziamento popolare si era riusciti a creare un punto di ritrovo. L’impegno era stato così grande che anche proprietà immobiliare si era detta favorevole a incontrare i ragazzi dell’occupazione e provare a trovare un punto d’incontro.