Autore: Chiara Ridolfi

Sciopero - Scuola

8
Gen

Sciopero scuola 8 gennaio: motivi della manifestazione in Italia

Lo sciopero indetto dal settore scuola per il giorno 8 gennaio porterà migliaia di maestre a scendere in piazza. Ecco quale sarà il percorso della manifestazione a Roma e per cosa si sta protestando.

Lo sciopero della scuola per l’8 gennaio è la prima protesta del 2018 e l’adesione mostra i grandi disagi che ci saranno oggi non solo a Roma, ma in tutta Italia. Problemi di viabilità si avranno nella Capitale, dal momento che il percorso della manifestazione interessa alcune delle arterie di maggiore importanza.

Punto d’incontro sarà il Ministero dell’Istruzione in Viale Trastevere dove si incontreranno i docenti a partire dalle ore 9:30. Si protesta contro la decisione del Consiglio di Stato per cui il diploma non permetterà più di accedere alle graduatorie per l’insegnamento.
Per la scuola dell’infanzia e la primaria si è infatti stabilito che si potrà accedere all’insegnamento solo con la laurea o titoli equipollenti.

Cobas decide quindi di scioperare mettendo in luce come le decisioni prese dal Consiglio di Stato portino problemi da non sottovalutare per quel che riguarda i docenti.
Roma non sarà la sola città interessata dalle manifestazioni e dalle proteste, dal momento che sono stati organizzati sit-in anche a Torino, Milano, Bologna, Palermo, Cagliari, Catanzaro e Bari.

Una giornata in sostanza di grandissime proteste e di soprattutto disagi, dato che saranno migliaia gli studenti che rimarranno a casa dopo il rientro dalle vacanze di Natale.

Sciopero Scuola: perché si manifesta?

Lo sciopero indetto oggi è il primo di questo 2018 e darà il via ad un nuovo anno di proteste. I docenti della scuola primaria e dell’infanzia hanno infatti deciso di scendere in piazza per far sentire la loro voce dopo la decisione di far valere la sola laurea per accedere alle graduatorie.

Il Ministero ha subito precisato che:

la sentenza non ha alcun impatto, né immediato né futuro sui diplomati magistrali, già di ruolo o ancora oggi iscritti nelle Gae, che risultavano già iscritti nelle Graduatorie permanenti nel momento in cui la legge 296 del 2006 le ha trasformate in Graduatorie ad esaurimento. Per essere inclusi nelle Gae avevano dovuto infatti conseguire o l’idoneità in un concorso pubblico per titoli e esami, o frequentare e superare un corso straordinario organizzato dal Miur finalizzato al conseguimento dell’idoneità per la scuola elementare o dell’abilitazione per la scuola materna, corso destinato esclusivamente a coloro che erano in possesso del diploma magistrale o di scuola magistrale e di determinati requisiti di servizio.

A nulla sono però valse le parole di spiegazione, dal momento che sono molti i diplomati che potrebbero avere problemi per questa decisione. La decisione del Consiglio di Stato prevede infatti che solo coloro che abbiano conseguito il diploma dopo il 2001/2002 e che non sono iscritti nelle Gae.
Una decisione presa per porre fine alla confusione che si era creata in questo settore e che portava i laureati a non veder riconosciuto il proprio titolo di studi in modo idoneo.

La questione dal punto di vista giuridico è piuttosto complessa, una vicenda che va avanti da anni e che ha portato ad avere diversi problemi per i lavoratori di questo settore. La questione è che al momento sono a rischio 6.000 posti di docenti che sono regolarmente inseriti negli istituti e che in passato sono stati assunti con riserva.
Con tutto ciò faranno i conti i bambini che iniziano il 2018 senza la propria maestra e che potrebbero avere problemi anche per i mesi a venire se non si chiarisse al più presto la questione.