Autore: Marta Liberti

ATAC - Comune di Roma

8
Ago

Referendum Radicali Atac: ecco cosa prevede la proposta per cambiare azienda del trasporto

Continua la raccolta firme dei Radicali Italiani per togliere ad Atac il monopolio nella gestione dei trasporti pubblici nella Capitale. Ecco cosa prevede la proposta.

La raccolta firme dei Radicali Italiani continua senza sosta e anche nelle calde giornate romane si cerca di aprire anche ad altre aziende la gestione del trasporto pubblico nella Capitale.
Il vero bene comune non è l’ATAC, ma il servizio offerto ai cittadini!” questo il motto della proposta dei Radicali che tentano di scardinare un’azienda carica di debiti e problemi.

La proposta è quella di aprire le gare per il trasporto pubblico anche ad altre realtà che possano gestire in modo più idoneo i trasporti nella città di Roma. I problemi di Atac sono infatti indiscutibili e a spaventare è soprattutto il suo debito che con il passare degli anni cresce in modo esponenziale.

Come funziona il referendum?

Il quesito del referendum è piuttosto semplice ed è il seguente:

Volete voi che, a decorrere dal 3 dicembre 2019, Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e su rotaia mediante gare pubbliche, anche a pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e la ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?

Firmando presso uno dei banchetti presenti in vari punti della Capitale sarà possibile esprimere il proprio parere favorevole e appoggiare la proposta. Potranno apporre la propria firma tutti i cittadini residente a Roma, muniti di un documento di identità valido.

La proposta arriva dopo anni e anni di disservizi, di mezzi inadeguati e di problemi di una società poco adatta a gestire il servizio del trasporto pubblico. Nel sito ufficiale di Mobilitiamo Roma si legge:

Le gare stimolano le imprese, pubbliche o private che siano, a comportarsi in modo virtuoso, e l’apertura alla concorrenza introdurrebbe anche forme più moderne e innovative di trasporto. Roma Capitale è ferma, così come il Paese, e ha bisogno di attrarre nuove realtà imprenditoriali che possano investire: contro i monopoli (sia pubblici che privati), ma anche contro le privatizzazioni agli amici degli amici: se non liberalizziamo ora il servizio la svendita di ATAC sarà l’unica “soluzione” che, nei prossimi anni, proporranno alla città.

I Radicali mostrano anche come negli anni Atac sia sempre più peggiorata, offrendo ai cittadini un servizio sempre più scadente e mai al passo con i tempi.

Dal 2006 al 2015 l’offerta complessiva di trasporto pubblico locale è diminuita di 13 milioni di vetture-km, l’offerta di bus elettrici è stata ridotta dell’80% e l’offerta tranviaria è calata del 30%. La programmazione del trasporto di superficie non è stata mai rispettata, e quella del trasporto metropolitano quasi mai. C’è carenza di mezzi, l’età media del parco bus è ormai pari a 10 anni e quella dei tram è pari a 32 anni, mentre la mancata manutenzione delle metropolitane provoca continui ritardi e guasti. La percezione della qualità del servizio da parte dei romani va costantemente e vertiginosamente peggiorando.

Questi i dati che si leggono sul sito Mobilitiamo Roma e che mostrano come la situazione sia al collasso.

Scontro con il Movimento 5 Stelle

La proposta dei Radicali non ha incontrato l’appoggio della sindaca Raggi e del suo Movimento. Riccardo Magi, presidente dei Radicali Italiani, ha infatti messo in chiaro che mentre il Movimento e la Raggi stessa si trovavano all’opposizione la proposta sembrava essere di loro gradimento.

Quando M5s era all’opposizione e la sindaca Raggi era in consiglio comunale volevano la gara su Atac, poi in campagna elettorale è successo qualcosa e hanno cambiato idea. Ora Atac è diventato fiore all’occhiello del Comune, ma perdite non si sono interrotte.

Anche Alessandro Gerldini, promotore dell’aperitivo a piazza di Spagna per la raccolta firme, ha spiegato:

L‘Atac è un’azienda virtualmente fallita, è stata usata da tutte le amministrazioni di destra e di sinistra come bacino clientelare per ottenere voti. Oggi ha quasi 12mila dipendenti, 4 mezzi su 10 sono inutilizzabili, continua a tagliare corse e perde centinaia di milioni di euro l’anno. E la sindaca Raggi ha concesso 1,8 milioni di euro di premi ai suoi 52 dirigenti.

A dare invece il suo appoggio è stato il Partito Democratico, che ha accettato di sostenere la proposta dei Radicali, ma specificando che anche da parte del PD si avrà una proposta per il servizio del trasporto nella Capitale.
Andrea Casu, segretario PD di Roma, ha infatti dichiarato:“Costruiremo la proposta del Partito Democratico con il contributo di tutte le migliori intelligenze ed esperienze che vogliono aiutarci ad assicurare il presente e il futuro del trasporto pubblico locale di Roma. Serve un grande dibattito pubblico tra i cittadini, ma il tema oggi non è dividerci tra il sì e il no all’orizzonte della gara del 2019, bensì sul modello di trasporto pubblico locale che vogliamo realizzare per Roma”.