Autore: Chiara Ridolfi

Pensione - INPS

3
Nov

Pensioni novità, parla Calenda: rinviare l’aumento dell’età pensionabile è un errore

Le novità per le pensioni arrivano da Carlo Calenda che in un’intervista al Corriere spiega l’errore del PD con l’età di uscita dal lavoro.

Le novità per le pensioni arrivano da Carlo Calenda, Ministro dello Sviluppo, che mette in chiaro come il Partito Democratico stia sbagliando modo di agire. L’aumento dell’età pensionabile è infatti un elemento che si deve mettere in atto per non pesare sui conti pubblici.

Calenda per quel che riguarda le pensioni non è d’accordo con il partito di maggioranza e lo spiega in modo abbastanza chiaro nell’intervista rilasciata al Corriere. La paura del Ministro è che la mossa venga letta come una mossa elettorale, che per di più peserebbe non poco sui conti pubblici, tenuti sotto controllo da Bruxelles.
Nei giorni scorsi lo stop all’aumento dell’età pensionabile è stato infatti visto come un modo per rimandare la questione e arrivare “puliti” alle elezioni.

Le novità per le pensioni introdotte adesso sono certamente un modo per attirare elettori e il Partito Democratico non sembra intenzionato ad assumersi la colpa dell’aumento dell’età pensionabile.
Vediamo quindi cosa ne pensa Calenda delle decisioni del Governo e quali sono, secondo il Ministro dello sviluppo, gli errori che si stanno facendo.

Pensioni novità: le parole di Calenda al Corriere

Vedo un errore di metodo e di merito in questa proposta del Pd. Nel metodo perché si decide di non decidere sull’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita rimandando tutto a dopo le elezioni. Il rischio che ciò venga letto dai cittadini come una manovra elettorale è alto.
Nel merito credo si tratti di una proposta sbagliata, che rischia di determinare uno squilibrio grave del sistema pensionistico.

Ben difficilmente, infatti, il primo atto del prossimo governo sarà un via libera all’adeguamento. In tal caso il potenziale costo complessivo secondo il presidente dell’Inps sarebbe di 140 miliardi. Il tutto mentre più di un terzo dei giovani è senza lavoro e rischia di non avere la pensione

Una manovra che costerebbe al Governo 140 miliardi e che peserebbe ancora di più sugli squilibri della spesa pubblica tra giovani e anziani. Si dovrebbe infatti puntare su investimenti che mirino a dare lavoro ai giovani e non proposte che minino la sicurezza dei conti pubblici.
Per Calenda la vera emergenza riguarda i giovani che non riescono a trovare un lavoro e che faticano una volta conclusi gli studi.

Le pare normale che io debba pietire qualche milione di euro per gli istituti tecnici superiori da cui oggi in Italia escono 8.000 giovani, che trovano subito lavoro, contro gli 800mila giovani in Germania mentre si presentano emendamenti che peserebbero per miliardi di euro e che vanno a favore di chi un lavoro e una pensione già ce l’ha?

Queste le parole con cui Calenda risponde al cronista del Corriere che lo interroga sulla questione. Per il Ministro dello Sviluppo il Pd dovrebbe continuare nel solco dell’ottimo lavoro iniziato con il Governo Renzi e continuato da Gentiloni.
La Legge di Bilancio riesce infatti a scongiurare l’aumento dell’Iva, mentre punta su manovre che aiutino i pendolari e i milioni di poveri che vi sono in Italia.

Puntare ora sulle pensioni non sarebbe una mossa saggia, dal momento che gli investimenti che servono al Paese sono ben altri. Inoltre i dati in Italia non sono al di sopra della media europea, come invece si dice spesso, Calenda precisa infatti:

In generale è necessario ricordare che già oggi l’età effettiva di pensionamento in Italia è di circa 62 anni mentre la vita lavorativa è di 31 anni rispetto ai 37 della media europea. Abbiamo varato l’Ape social che è una forma di prepensionamento per i lavori gravosi.

Non sarebbe quindi corretto continuare a investire su chi sta per andare in pensione mentre i giovani potrebbero non vedere mai un assegno di questo genere.