Autore: Chiara Ridolfi

Pensione - INPS - Governo

30
Ott

Pensioni novità: saranno 11 le categorie escluse dall’aumento dell’età pensionabile

Per le pensioni questa volta le novità non sono delle migliori e riguardano la quota 67. Il Governo prova infatti a imporre delle esclusioni.

Le novità per le pensioni portano delle belle notizie, dal momento che il Governo sembra essere al lavoro per escludere ben 11 categorie dalla quota 67. Con l’avvicinarsi delle elezioni le forze in campo infatti non hanno voglia di perdere voti e proprio in questo momento così importante innalzare l’età pensionabile.

I 5 mesi in più di lavoro potrebbero infatti pesare come un macigno sul PD e sulle altre forze in campo. Rimane però la questione dei fondi, impossibili da reperire e scongiurare l’aumento dell’età pensionabile. Sebbene in Governo attualmente stia cercando di rimandare il più possibile la questione, a breve si dovrà cercare una soluzione.

Si pensa così ad una strategia per rabbonire gli elettori e provare a scampare la perdita di voti. Si comincia così a far largo tra le fila del Governo la proposta di creare una quota 67, ossia una normativa che preveda l’uscita a 67 anni per alcune categorie di lavoratori che risultino più deboli.
Di seguito vediamo qual è la proposta del Governo e quale sarebbero le categorie che dovranno essere escluse.

Pensioni novità: 11 categorie escluse da quota 67

Tra le fila del Governo si tenta di trovare una soluzione per l’aumento dell’età pensionabile, che con l’aumento dell’aspettativa di vita deve essere ricalcolata. Una questione di vitale importanza, dal momento che le elezioni si avvicinano sempre più e si potrebbe perdere una grandissima fetta di voti.
Dal 2019 infatti l’età per andare in pensione richiederà un’età di 67 anni, 5 mesi in più rispetto a quella attuale.

Si pensa quindi di strutturare delle manovre per attutire il colpo, dal punti di vista elettorale e cercare di non perdere troppi voti. La proposta è quindi quella di evitare l’aumento per alcune categorie di lavoratori; l’idea è quella di bloccare l’età dell’uscita dal lavoro per coloro che svolgono mansioni usuranti e lavori pesanti.
Per quella che viene definita quota 67, ossia il blocco dell’età pensionabile, sono già chiare le categorie da inserire.

Le 11 categorie di lavoratori che dovrebbero non essere inserite nell’aumento dell’età pensionabile:

  • maestre di asilo nido e delle scuola materna;
  • infermieri con turni notturni;
  • macchinisti;
  • camionisti;
  • gruisti;
  • badanti;
  • addetti alle pulizie;
  • addetti alla raccolta dei rifiuti;
  • addetti alla concia delle pelli;
  • facchini;
  • muratori.

Queste sono le categorie che emergono dai chiarimenti che Bruxelles chiede all’Italia per quel che riguarda la manovra. A spaventare è il buco di 1,7 miliardi che si creerebbe nel caso in cui non si agisse secondo la Legge Fornero.
Per Legge il decreto del Ministero del Lavoro che adegua l’età pensionabile deve essere emanato entro fine anno e quindi non può essere lasciato alla prossima legislatura.

Una partita che Renzi vuole cercare di vincere, facendo slittare la questione, ma che Gentiloni sta cercando di risolvere, in modo da non avere problemi con Bruxelles. Una questione che per il momento rimane aperta, ma che sembra non si potrà risolvere se non effettuando l’aumento dell’età per l’uscita dal lavoro.