Autore: Ilaria Roncone

Pensione

24
Ago

Pensioni: cos’è la quota 100 modulabile?

Si fa sempre più chiaro il progetto pensioni che il governo vuole attuare per superare la legge Fornero.

Siamo in attesa di conoscere esattamente quante risorse saranno rese disponibili con la prossima manovra per concretizzare le intenzioni del governo in merito alle pensioni. Cosa emerge finora dal dossier pensioni? La quota 41/42 rimane ancora in standby, mentre si parlerebbe di un’uscita con quota 100 modulabile.

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Cosa vuol dire uscita con quota 100 modulabile?

L’uscita con quota 100 modulabile permetterebbe il pensionamento una volta raggiunta la quota di 100 tra gli anni di contributivi e l’età della persona basandosi su criteri di appartenenza dei lavoratori.
Come spiega Il Sole 24 Ore, il modello che il governo vorrebbe approvare nascerebbe grazie ad alcuni strumenti in vigore attualmente: “il fondo esuberi del settore bancario, che attraverso un mix di sostegno al reddito e uscite incentivate conduce al pensionamento non “traumatico” i lavoratori coinvolti nei processi di ristrutturazione, e il neonato fondo «Tris» nel settore chimico-farmaceutico che, per lasciare spazio ai giovani, assicura assegni integrativi al reddito a chi va in pensionamento anticipato”.
L’isopensione, poi, è un altro di quegli strumenti che il governo vorrebbe sfruttare per attuare la quota 100 rimodulabile. Di che si tratta? Stabilita dalla legge Fornero, l’isopensione garantisce agli esodati di aziende con minimo 15 dipendenti il pensionamento totalmente a carico dell’impresa di almeno quattro anni. Questa tipologia di pensionamento anticipato è già stata utilizzata da molte grandi aziende in precedenza.
Questo meccanismo specifico potrebbe, a detta di alcuni esperti del ministero del Lavoro, essere ulteriormente perfezionato.

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Quota 100: i dubbi dei lavoratori

Molti lavoratori ancora dubitano rispetto a quota 100 perché i requisiti di accesso sembrano chiudere le porte ad alcuni. Gli aventi diritto a questo tipo di pensionamento, infatti, sarebbero ben lontani dalla totalità dei lavoratori se le indiscrezioni sui requisiti finora trapelate si rivelassero vere.
Cosa sappiamo finora? Quota 100 dovrebbe essere concessa già a partire dal 2019. Successivamente verranno valutate misure che permettano, a prescindere dall’età anagrafica, di andare in pensione con quarantuno/quarantadue anni di contributi. Da dove verranno prese le risorse per attuare quota 100? Sapremo tutto entro il 27 settembre, termine ultimo per la presentazione della Nota di aggiornamento al Def. Qualora i fondi dovessero rivelarsi esigui, verrà data la precedenza ad alcuni interventi, a partire dalla quota 100 sulla base di requisiti fissi: 64 anni di età e 36 di versamenti oppure 65 anni di età e 35 anni di contributi. Inoltre, sempre se le risorse si rivelassero esigue, verrebbe data precedenza “alla uscite collegate alle crisi aziendali rendendo però in ogni caso flessibili i requisiti anagrafici e contributivo a seconda dei settori di appartenenza (industria, commercio, artigianato e via dicendo)”.