Autore: Ilaria Roncone

Pensione - INPS

17
Set

News pensioni, chi può richiedere quota 100? Ecco l’identikit

Chi può richiedere quota 100? Ecco le ultime news dal mondo pensioni e l’identikit di coloro che potranno avviare la procedura con la modalità di pensionamento che il governo giallo-verde vorrebbe mettere in atto.

Si parla di 660mila beneficiari possibili per Quota 100, la riforma voluta da Matteo Salvini e Luigi Di Maio per superare la Legge Fornero. 660mila beneficiari solo nel primo anno che varrebbero, secondo le simulazioni di Tabula, società guidata da Stefano Patriarca, 13 miliardi di euro nel 2019 che diventerebbero 20 miliardi a regime. Potrebbero anche essere meno, circa 8 miliardi e mezzo di spesa (a regime 11 miliardi) per 350mila pensionamenti il primo anno.

Da cosa dipende? Dalle modalità di introduzione delle nuove modalità di pensionamento e da chi ne beneficerà. Da un lato, si tratterebbe di introdurre Quota 100 per le persone a partire da 62 anni di età (la soluzione meno dispendiosa); dall’altro si sta pensando di dare la possibilità di andare in pensione a tutti coloro che hanno accumulato 41 anni e mezzo di contributi versati - opzione che invece, attualmente, prevede che le donne possano andare in pensione con 42 anni e 3 mesi di contributi versati e gli uomini con 43 anni e 3 mesi.

Chi può richiedere Quota 100? L’identikit del possibile beneficiario

Partiamo dal presupposto che, in entrambe le possibilità, il numero di uscite per pensionamento sarebbe molto più alto del numero di uscite stimato dall’Inps nel 2017. L’anno scorso, infatti, l’Inps ha registrato 153.541 ritiri anticipati. Guardando solo alla più economica delle due ipotesi - Quota 100 alle persone che abbiano compiuto 62 anni - si tratterebbe di vedere le uscite più che raddoppiate (+129%). Al di là, quindi, dell’evidente problema di sostenibilità della misura, chi potrebbe beneficiarne?

I baby boomers, ovvero persone, in stragrande maggioranza maschi, residenti al Nord, entrati precocemente nel mercato del lavoro, rimastivi in modo stabile e continuativo”, stando alle parole di Giuliano Cazzola, giuslavorista esperto di previdenza. Si tratterebbe di centinaia di migliaia di lavoratori che andrebbero a sommarsi a quelli che vanno generalmente in pensione anticipata.

Sono le regioni del Nord (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto) quelle in cui risiedono più titolati di pensioni di anzianità. Le regioni in cui risiedono meno persone che potrebbero sfruttare questa possibilità, invece, sono quelle del Centro Sud (Molise, Basilicata, Umbria, Calabria) e quelle a statuto speciale (Valle d’Aosta, Sardegna, Trentino-Alto Adige) e solo la Sicilia si troverebbe a metà classifica.

La metà dei titolari di pensione anticipata, quindi, risiede al Nord (solo quasi il 20% in Lombardia), uno su cinque sta al centro e la restante parte risiede al Sud. Oltre ciò, a beneficiare di questa misura dovrebbero essere per la maggioranza uomini; ben il 78% di chi potrebbe percepire la pensione di anzianità/anticipata, infatti, sarebbe maschio.