Autore: Serena Console

Corea del Nord - Donald Trump - America

10
Gen

Nei colloqui tra le due Coree, Trump finisce all’angolo

I colloqui tra Corea del Nord e Corea del Sud hanno avuto come risultato la partecipazione della nazionale nordcoreana alle Olimpiadi di PyeongChang. Ma il dialogo per la denuclearizzazione del regime di Kim è ancora aperto.

Il 9 gennaio è la giornata che potrebbe scrivere un nuovo capitolo nella storia della penisola coreana. A Panmunjom, sede simbolica dove venne firmato l’armistizio che ha posto una tregua alla guerra di Corea (1950-1953), si sono incontrate le delegazioni nord coreana e sud coreana.

Il meeting, il primo dal 2015, ha visto la delegazione guidata da Ri Son-gwon, presidente della Commissione per la riunificazione pacifica, e quella sudcoreana capitanata dal ministro dell’Unificazione Cho Myoun Gyon.

L’atteso incontro, durato 12 ore, è stato programmato dopo il discorso di augurio per il nuovo anno del leader della Corea del Nord, Kim Jong Un, in cui aveva annunciato la volontà di avviare un dialogo per considerare la partecipazione degli atleti della nazionale di Pyongyang alle prossime Olimpiadi invernali di Pyeongchang (Corea del Sud), che si terranno dal 9 al 25 febbraio.

Durante il colloquio a porte chiuse, la delegazione nordcoreana ha confermato la partecipazione dei suoi atleti ai giochi, dopo una lunga assenza di 8 anni; la diplomazia del regime di Kim ha inoltre offerto la presenza di una squadra dimostrativa di taekwondo (l’arte marziale coreana), di sostenitori, di una troupe di performance artistica e di funzionari di alto livello.

La delegazione sudcoreana ha invece proposto la sfilata congiunta delle due squadre alla cerimonia di apertura e di chiusura dei giochi olimpici.

Il giorno seguente (10 gennaio) il presidente sud coreano Moon Jae-in si è detto pronto ad “incontrare in qualsiasi momento Kim “Jong-Un”, anche se non osserverà un morbido atteggiamento di fronte alle pressioni del leader nordcoreano per il riconoscimento del regime a potenza nucleare.

Secondo quanto riporta Reuters, proprio durante i colloqui, il capo negoziatore di Pyongyang, Ri, ha rifiutato l’ipotesi di denuclearizzare il proprio territorio, affermando che

Tutte le nostre armi, comprese le bombe atomiche, le bombe all’idrogeno e i missili balistici, sono destinate solo agli Stati Uniti, non ai nostri fratelli, né alla Cina e alla Russia

concludendo che:

Questo non è un problema tra Nord e Sud Corea e solleverlo causerebbe conseguenze negative e rischierebbe di trasformare tutti i buoni risultati di oggi in nulla di fatto

Il risultato ottenuto dai primi colloqui ad alto livello tra le due delegazioni ha mostrato il successo della politica del presidente Moon Jae-in, salito al comando della Casa Blu dopo l’impeachment dell’ex presidente Park: già in campagna elettorale Moon aveva espresso la volontà di avviare una serie di colloqui con il vicino al di là del 38° parallelo.

A seguito di una telefonata con il capo di Seul, il presidente americano Donald Trump ha espresso il suo sostegno per i colloqui tra le delegazioni coreane e ha asserito che Washington sarebbe interessata ad aderire a futuri incontri per mirare alla denuclearizzazione della Corea del Nord.

Da quando il presidente degli Stati Uniti è salito alla Casa Bianca ha condotto una guerra di parole con il leader nordcoreano Kim Jong Un sollevando i timori di una nuova guerra nella penisola.