Autore: Marta Liberti

29
Ago

Maturità 2019: ecco come cambia

Cosa cambierà nella maturità 2019 rispetto agli altri anni? Ecco le novità e la data di inizio

La maturità 2019, come già annunciato, subirà parecchi cambiamenti. La riforma attuata prevede novità in ogni ambito, dalla tesina all’orale, passando per il peso dell’alternanza scuola-lavoro e del curriculum degli ultimi tre anni.

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Maturità 2019: stabilita ufficialmente la data di inizio

Il primo esame di maturità così come è stato ridipinto dalla riforma della Buona Scuola comincerà il 19 giugno 2019 alle ore 8.30. Le date sono state fissate ufficialmente ora, appena prima dell’inizio del nuovo anno scolastico. La scuola ripartirà a breve per tutti gli studenti, tra il 5 e il 10 settembre in tutte le regioni di Italia, ognuna secondo il proprio calendario. La prima prova e tutte quelle a venire, invece, si svolgeranno nei medesimi giorni in tutta Italia.

Maturità 2019: cosa cambia? Due prove scritte e il colloquio orale

Tra le novità previste, quella probabilmente più evidente è l’assenza della terza prova scritta. Come comunicato dal MIUR, la terza prova sarà abolita e, come parte scritta dell’esame, rimarranno solamente la prima e la seconda prova – diversa in ogni scuola, a seconda dell’indirizzo.
Anche l’esame orale è destinato a cambiare un po’: il colloquio, infatti, sarà volto ad “accertare il conseguimento delle competenze raggiunte, la capacità argomentativa e critica del candidato, l’esposizione delle attività svolte in alternanza”. Sarà quindi fondamentale, in sede orale, mettere in luce le capacità sviluppate grazie all’esperienza di alternanza scuola-lavoro la quale, per forza di cose, diventerà un requisito imprescindibile per accedere all’esame.

Cambia anche l’ammissione all’esame

Anche per quanto riguarda l’ammissione i criteri saranno diversi rispetto alle maturità precedenti. La prima fra le novità, che sicuramente farà tirare un sospiro di sollievo ai ragazzi, è che per essere ammessi alla nuova maturità non sarà necessario avere sei in tutte le materie; basterà, invece, avere la media del sei, per ottenere la quale contribuirà anche il voto in condotta. Oltre questo, sarà obbligatorio partecipare alle prove Invalsi per essere ammessi, anche se poi l’esito di queste non influirà sulla media.

Come cambiano punteggio e voto finale

Le novità non si fermano qui e vanno a toccare anche il valore delle prove a livello di punteggio e, di conseguenza, il peso delle prove per l’assegnazione del voto finale. Rimane il giudizio in centesimi ma sarà dato un valore maggiore all’andamento scolastico dell’ultimo triennio; se prima i crediti scolastici cumulabili negli ultimi tre anni erano 25, ora diventeranno ben 40.
Data la scomparsa della terza prova, cambierà anche il peso delle due prove scritte rimanenti. Fino ad ora il punteggio massimo degli scritti era 15, da adesso in poi si potrà avere fino a 20 punti. Anche il punteggio dell’esame orale passa dai 30 punti assegnati fino ad ora a 20 punti, assumendo quindi minor peso nella prova finale.