Autore: Monica De Santis

Legge - Senato - Proposta di legge

14
Dic

Approvata la legge sul biotestamento: di cosa parla la nuova norma sul fine vita

14 dicembre 2017, il Senato ha approvata la legge sul biotestamento: vediamo i punti salienti della nuova norma e il travagliato passaggio da Camera a Senato, fino all’approvazione.

14 dicembre 2017, è stata approvata la legge sul biotestamento con 180 sì, 71 contrari e 6 astenuti.

L’ormai ex disegno di legge era stato calendarizzato la scorsa settimana al Senato grazie al capogruppo Luigi Zanda, accelerando la corsa al voto.

L’epilogo di una battaglia

L’approvazione della legge sul biotestamento coincide con l’epilogo non solo di una lunga discussione parlamentare, ma anche e soprattutto con un grande risultato ottenuto da tutti coloro che soffrono e che hanno sofferto.

Il riferimento và, tra i tanti, al caso di Piergiorgio Welby (la moglie Mina era presente in Senato al momento dell’approvazione) deceduto nel 2006 affetto da distrofia muscolare, una malattia degenerativa che lo portò alla paralisi totale.

Nonostante il dibattito sia tutt’altro che concluso, vista la posizione di molti che temono che il passaggio da questa legge all’eutanasia sia quasi automatico, il clima generale è festoso ed entusiasta del risultato delle votazioni. Queste le parole di Laura Boldrini: “D’ora in poi i malati, le loro famiglie, gli operatori sanitari saranno meno soli in situazioni drammatiche.

La legge sul biotestamento: di cosa parla

Il cuore della legge, composto da 5 articoli, è l’art. 3 incentrato sulle disposizioni anticipate di trattamento (DAT).

Vediamo sinteticamente il contenuto:

  • art. 1: nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato, nel caso di minorenni saranno gli esercenti di responsabilità genitoriale o i tutori a dare disposizioni tenendo conto della volontà del minore;
  • art. 3: ogni persona maggiorenne, capace di intendere e volere, può, attraverso Disposizioni anticipate di trattamento, esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, le DAT sono sempre revocabili e vincolanti per il medico, esente da responsabilità civili o penali;
  • art.4: nella relazione tra medico e paziente può essere realizzata
    una pianificazione delle cure condivisa tra il paziente e il medico, alla quale il medico è tenuto ad attenersi qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso.

Favorevoli e contrari al disegno di legge sul biotestamento

Il provvedimento fu stato approvato alla Camera il 20 aprile 2017.

Favorevoli Pd, M5S e Mdp, contrari i centristi di Ap (secondo cui il ddl sarebbe un apri-porta all’eutanasia), e la Lega. In totale i due partiti hanno presentato circa 3000 emendamenti. Solo un centinaio provengono da, Forza Italia, che ha deciso di dare libertà di coscienza e di decisione ai suoi senatori.

Grande peso hanno avuto le parole di Bergoglio sul fine vita:

Evitare accanimento terapeutico non è eutanasia. Gli interventi sul corpo umano diventano sempre più efficaci, ma non sempre sono risolutivi: possono sostenere funzioni biologiche divenute insufficienti, o addirittura sostituirle, ma questo non equivale a promuovere la salute. Occorre quindi un supplemento di saggezza, perché oggi è più insidiosa la tentazione di insistere con trattamenti che producono potenti effetti sul corpo, ma talora non giovano al bene integrale della persona.

Biotestamento prima dello Ius soli

Per noi ora la priorità è il disegno di legge sul fine vita”, afferma il capogruppo Dem Luigi Zanda al momento della calendarizzazione.

La legge sullo ius soli viene, invece, momentaneamente messa da parte in fondo al calendario. Così il ministro Orlando giustifica l’ordine delle priorità:

E’ una cosa giusta, utile e intelligente, credo che sia utile partire da qui anche prima dello Ius soli, perche’ questa e’ una cosa che abbiamo più probabilità di portare a casa e poi lasciare lo spazio temporale necessario per gestire una vicenda come quella dello Ius soli. Se il testo non viene approvato così com’è c’è il rischio che non si arrivi in tempo utile per renderlo legge. Mi pare del tutto evidente che una modifica riconsegna la pratica alla Camera, se poi le modifiche fossero anche sostanziali rischiano di seppellire il provvedimento