Autore: Claudia Cardone

Salute - Alimentazione - Benessere - pizza - Dieta

4
Mar

La pizza fa bene alla salute? Ecco perchè

La pizza fa bene alla salute. Secondo i nutrizionisti la pizza è un alimento ipocalorico ideale per le diete. Ma attenzione agli ingredienti. Quali scegliere? Vediamolo.

La pizza fa bene alla salute? Lo dice la scienza. Ecco una buona notizia per gli amanti della pizza che, stando a quanto dicono i nutrizionisti, sembrerebbe un alimento salutare e ottimo per tutti quelli che vogliono mantenersi in forma senza rinunciare al gusto.

La pizza infatti, uno degli alimenti più mangiati e conosciuti, è consigliatissima dagli esperti di alimentazione perché rispetta tutti i parametri della dieta mediterranea che, come ben si sa, è la più sana al mondo.

La pizza deve il suo successo oltre che alla sua bontà anche al suo prezzo molto competitivo: è nata come un alimento “povero” e rimane ancora oggi un alimento che viene mangiato da tutti perché economico.

Ma cosa rende la pizza così speciale? Perché possiamo considerarla salutare e ottimale per la dieta?

Pizza ed ingredienti: perché fa bene alla salute?

Inaspettatamente la pizza è non è un alimento sconsigliato nelle diete, anzi. Se parliamo di nutrizione, la pizza possiede una serie di elementi nutritivi assolutamente positivi per attenersi ad una condotta alimentare equilibrata.

Infatti, se prendiamo come parametro di riferimento la pizza per eccellenza, cioè la Margherita, e analizziamo tutti i suoi ingredienti, farina, olio, sale, lievito di birra, pomodoro e mozzarella, possiamo arrivare a scoperte interessanti.

All’interno della pizza sono contenuti i tre nutrienti principali: proteine, carboidrati e grassi nella giusta proporzione e con il giusto apporto calorico. Questo fattore rende l’alimento in esame assolutamente completo dal punto di vista nutrizionale.

L’apporto calorico di una pizza Margherita infatti, si aggira massimo attorno alle 700-750 calorie. Il 65% di esse sono date dalla farina che rappresenta l’alimento nutritivo principale, a seguire fa la sua parte la mozzarella, un alimento ricco di calcio, che contribuisce con proteine e grassi.

Infine vi è l’olio che è fondamentale nelle diete perché contiene grassi monoinsaturi e vitamina E. Lo stesso si può dire del pomodoro anch’esso ricco di fibre, vitamine e antiossidanti.

Ovviamente l’apporto calorico cambia se arricchiamo la pizza con altri ingredienti, ergo se scegliamo una pizza che non sia la semplice Margherita. Prosciutto, uova, formaggi, salami fanno alzare le calorie contenute nell’alimento in relazione al tipo di pizza che scegliamo.

L’aggiunta di altri elementi sulla pizza non è l’unico fattore che può determinare un innalzamento calorico. A tal proposito è molto importante ricordare, proprio in vista del fatto che oramai la pizza viene fatta da tutti e che ha mantenuto un prezzo molto ridotto, che sono gli alimenti a fare la differenza.

Infatti il valore dei grassi e delle proteine potrebbe cambiare di molto se venissero usati alcuni ingredienti piuttosto che altri. E’ necessario diffidare sempre di tutti quegli ingredienti industriali con un prezzo molto basso che possono essere utilizzati per produrre una pizza praticamente a costo zero.

La freschezza e la genuinità degli ingredienti è importante: più gli alimenti saranno freschi e genuini, più non avranno all’interno quel surplus di grassi e conservanti che può far diventare la pizza pesante, grassa e poco digeribile.

Il consiglio che danno i nutrizionisti è di controllare sempre con quali ingredienti è stato prodotto l’alimento che state mangiando, anche perché la pizza non è un alimento per tutti. Perché? Vediamolo.

Pizza e salute: disturbi, fastidi ed intolleranze

Nonostante l’incredibile salubrità dell’alimento, la pizza non fa al caso di tutti: questo banalmente perché alcune persone, dopo aver mangiato la pizza, riscontrano dei veri e propri fastidi se non addirittura, nei casi più gravi, delle vere e proprie intolleranze alimentari.

Innanzitutto dovrebbero limitare il consumo di pizza tutte quelle persone che hanno problemi di diabete o di prediabete o che soffrono di gastrite. Lo stesso vale anche per le persone con la sindrome da intestino irritabile che, dopo l’assunzione della pizza, potrebbero presentare dei fastidi intestinali invalidanti.

Ma a cosa sono dovute queste problematiche? In primo luogo sicuramente agli ingredienti, primo tra tutti la farina raffinata ed in seconda battuta il lievito. Inoltre l’accoppiata mozzarella-pomodoro non è sempre facile da digerire soprattutto per le persone con lo stomaco più sensibile.

Parlando della farina, oggi si è soliti utilizzare farine raffinate di tipo 0 oppure, peggio ancora di tipo 00. Il livello di glutine all’interno è molto elevato rispetto alle altre di categoria 1 o 2 che sarebbero preferibili in vista di una migliore digeribilità dell’alimento.

Insieme al glutine un altro grande problema delle farine raffinate è dato dall’assenza di fibre e dall’eccessiva concentrazione di amido all’interno. Tutto questo produce come risultato un’eccessiva sensibilità gastrica ed intestinale nelle persone predisposte.

Le farine non raffinate integrali o semintegrali risolvono il problema dell’ipersensibilità perché essendo meno raffinate hanno un diverso contenuto di glutine, sono più ricche di minerali, antiossidanti e vitamine.

Per quanto riguarda il lievito, oggi è comunemente usato quello di birra che risulta più pratico perché rende più veloce il processo di lievitazione. Questo vantaggio è innegabile, ma il lievito di birra produce come svantaggio un appesantimento della pasta che non solo risulterà più pesante da digerire ma che continuerà a lievitare e a fermentare nello stomaco.

Per tali motivazioni il consiglio degli esperti è di consumare la pizza in quanto elemento ipocalorico, ma di verificare con attenzione sia al ristorante che a casa quali tipo di alimenti vengono usati.