Autore: Marta Liberti

Insegnanti - Scuola

2
Nov

Il secchio contro la professoressa è solo uno degli insulti ai docenti. Quando si interverrà?

A Mirandola uno stupente ha lanciato il secchio della spazzatura contro la sua professoressa. Un gesto che purtroppo non rimane isolato.

Il cestino che vola per la classe e finisce sulla faccia della professoressa a Mirandola non è un caso isolato, ma solo l’ultima di una lunga serie di offese ai docenti. Ogni azione viene inoltre ripresa con lo smartphone e uno dei compagni sembra essere sempre pronto a immortalare il gesto per poi postarlo sui social.

Un gesto che mostra la mancanza di rispetto verso chi ogni giorno viene in aula per cercare di far crescere i ragazzi e che quotidianamente risulta deriso e offeso dalla classe, soprattutto quando vi sono elementi problematici.
Dopo il video degli insulti contro la professoressa, circolato in rete lo scorso anno e le percosse subite da una docente, continua la lunga serie delle azioni irrispettose contro i professori.

I docenti cercano non solo di svolgere il proprio lavoro nel migliore dei modi, ma anche di tenere a bada la classe e proprio per questo sembra che la professoressa del video non si sia scomposta. Nelle immagini è infatti visibile che dopo l’arrivo del cestino sul volto la donna non abbia mosso un dito, non si sia alzata sbraitando o mostrato alcun segno di collera.
La spiegazione viene dalla dirigente scolastica dell’istituto che dice:

Credo che in parte l’abbia fatto per il buon nome della scuola. Non reagire in quel momento è stato il suo modo di superare l’umiliazione e di proteggere, in un certo senso, l’Istituto e il ragazzo stesso, appena rientrato dopo una sospensione di 15 giorni.

In quella classe la professoressa si è ritrovata più volte ad affrontare situazioni sgradevoli ma ha sempre sopportato e ha provato la via della comprensione, della tolleranza, perfino della dolcezza. Ma non è facile, sa. Con ragazzi che vengono da un disagio familiare così importante diventa tutto molto complicato

A fare le spese di tutto ciò sono i docenti che per la giornata non solo devono riuscire ad insegnare la propria materia, ma devono anche essere in grado di gestire le “teste calde”.
Con il crescere di episodi di questo genere però il Ministero dell’istruzione, la Ministra o il Governo non sembrano avere in mente alcun tipo di provvedimento.

Pochi mesi fa una docente a Cagliari era finita in ospedale a causa delle percosse di uno dei suoi studenti. Un fatto grave che aveva fatto drizzare le orecchie a tutti e che aveva spinto molti a chiedere delle maggiori tutele.
La questione però finì per essere dimenticata e da parte del Ministero neanche una parola è stata spesa.

Adesso, a distanza di poche settimane la stampa porta alla luce un nuovo grave avvenimento, che mostra quanto i docenti non vengano più rispettati dagli alunni. Un fatto grave che questa volta si spera non finirà nei meandri della cronaca, ma che potrà portare ad un cambiamento di rotta e ad una maggiore tutela per i professori.

Dopo il cestino lanciato sul volto, gli insulti, le percosse e le umiliazioni, cosa devono sopportare ancora i professori prima di essere tutelati? La paura infatti che si faccia qualcosa solo dopo che vi siano dei danni seri ad una delle persone che lavorano all’interno della scuola, comincia infatti a spaventare.
In nessun altro posto di lavoro infatti una situazione del genere verrebbe tollerata.