Autore: Monica De Santis

Famiglia - Salute

13
Nov

Gemelle siamesi operate al Bambino Gesù: il successo, l’aiuto della rete e della tecnologia 3D

Rayenne e Djihene, due gemelle siamesi di soli 17 mesi operate al Bambino Gesù: la storia, l’appello su Facebook, il complesso intervento con le stampanti 3D.

Rayenne e Djihene, gemelle siamesi algerine unite per l’addome e per il torace, sono state operate e separate al Bambino Gesù di Roma. Grazie ad un appello lanciato dai genitori su Facebook più di un anno fa e alla tecnologia delle stampanti 3D stanno ora bene e sono pronte ad un processo di crescita normale e in salute.

Un intervento raro e complesso

L’intervento, che si è tenuto il 7 ottobre scorso dopo 11mesi di preparazione, è durato 10 ore ed è stata eseguito da un team di 40 medici guidato da Alessandro Inserra, direttore chirurgo dell’ospedale pediatrico.

È il secondo caso di separazione di gemelli siamesi nella storia del Bambino Gesù: il primo risale a più di 30 anni fa, ma ce ne sarà un terzo tra poche settimane che vedrà come protagoniste due gemelle provenienti dal Burundi.

L’appello su Facebook

Non solo eccellenti competenze ed organizzazione medica, ma fondamentale è stato il ruolo della rete.

Poco dopo la nascita delle gemelline, i genitori, scoraggiati dai medici locali i quali non avevano lasciato spazio ad alcuna speranza, hanno deciso di chiedere aiuto al web, a Facebook in particolare. Numerosi sono stati gli aiuti ricevuti, in particolare quello di un’associazione francese, che si è offerta di sostenere tutte le spese di viaggio e alloggio a Roma.

L’innovazione delle stampanti 3D

Tramite l’innovativo uso delle stampanti 3D è stato possibile ricostruire perfettamente modelli dell’anatomia e degli organi delle bambine, dando l’opportunità ai medici di preparare, studiare e simulare l’intervento nei minimi dettagli. Tramite le stampe in 3D, inoltre, è stato possibile dimezzare la durata dell’operazione chirurgica.

L’ospedale della solidarietà

L’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma spesso promuove numerose missioni umanitarie e progetti di cure pro bono.

È la stessa Mariella Enoca, presidente del Bambino Gesù, a sottolineare l’aspetto comunitario e l’importanza della collaborazione e cooperazione tra diverse aree, sia interne che esterne all’ospedale.

Ci piace pensare al Bambino Gesù come all’ospedale dei bambini del mondo. Da alcuni anni ormai siamo impegnati a condividere la capacità di cura con i Paesi che hanno più bisogno di affiancamento e solidarietà e sono sempre di più quelli che chiedono interventi di assistenza e formazione del personale. Ma sono tanti anche i bambini, come Rayenne e Djihene, che arrivano qui per affidarsi alle mani competenti dei medici e del personale del Bambino Gesù. Risultati come quello che presentiamo oggi premiano la grande professionalità che quotidianamente viene spesa al servizio dei piccoli e lasciano intravedere la generosità e il cuore che l’accompagnano sempre. Siamo molto orgogliosi che l’una e l’altra costituiscano il marchio di fabbrica del Bambino Gesù.