Autore: Chiara Ridolfi

Scienza

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Gen

Mano bionica impiantata in una donna: le prime foto del caso italiano

I progressi della scienza si mostrano in tutta la loro bellezza con le foto della mano bionica impiantata in una donna a Roma. Il primo caso in Italia è stato sperimentato da Almerina Mascarello.

Le foto della mano bionica impiantata in Italia stanno facendo il giro del web e mostrano il primi passi della scienza applicati anche nel nostro Paese. Nelle immagini vediamo Almerina Mascariello, una donna veneta che nel giugno 2016 si sottoposta all’intervento nel giugno 2016.

Almerina ha perso l’arto sinistro in un incidente e si è sottoposta alla sperimentazione per testare la nuova tecnologia. La mano bionica è stata sviluppata da Silvestro Micera, della Scuola Superiore Sant’Anna e del Politecnico di Losanna; la mano è in grado di percepire il contatto con gli oggetti e quindi funzionare come l’arto perduto.

Adesso la Scuola Superiore Sant’Anna ha reso note le prime foto, mostrando le incredibili funzionalità della struttura.




Le immagini mostrano come la mano robotica riesca ad afferrare gli oggetti e a sostenerne il peso. Silvestro Micera ha spiegato che la mano impiantata sulla signora Almerina è una versione migliorata di quella sperimentata da un uomo danese nel 2014.
La più grande conquista è il poter uscire di casa con la mano robotica, dal momento che la tecnologia di comando si trova in uno zaino.

Un passo avanti incredibile rispetto al 2014; Micera spiega che lo zaino “racchiude il sistema che registra i movimenti dei muscoli e li traduce in segnali elettrici, poi trasformati in comandi per la mano”. In questo modo Almerina ha potuto girare senza problemi, portando con sé lo zaino a Roma sotto l’attenta supervisione dei responsabili.

Ma lo scienziato italiano vuole fare di più e lo zaino contente il controller sarà ben presto un ricordo. “Dopo sei mesi l’impianto è stato rimosso. L’obiettivo ultimo è quello di rendere questa tecnologia utilizzabile clinicamente. Lo zainetto è stato uno step intermedio e il prossimo passo è miniaturizzare l’elettronica” dice Micera.
Il fine ultimo sarà quindi quello di creare una tecnologia così piccola da non dare alcun tipo di fastidio alla persona che la trasporta.