Autore: Marta Liberti

Scuola

2
Ago

Come si accede all’insegnamento? Le nuove idee di Bussetti

Oggi il ministro dell’Istruzione Bussetti ha risposto ad alcune domande durante un’interrogazione parlamentare. Come si accederà all’insegnamento?

Come ha intenzione di procedere il ministro per quanto riguarda i concorsi e quale sarà il futuro dei docenti? A questa e ad altre domande su quello che accadrà alla scuola italiana ha dovuto rispondere oggi il ministro Bussetti, nel corso dell’interrogazione parlamentare presso la VII Commissione cultura. Il problema centrale e di difficile soluzione rimane il futuro reclutamento. Altra questione calda emersa nel corso dell’interrogazione parlamentare è stata quella relativa a maestre e maestri della scuola d’infanzia, che non sono attualmente soddisfatti delle ultime decisioni prese dal ministero.
Una sola è la cosa certa: ogni mossa in qualsiasi ambito verrà presa in base al numero di posti realmente vacanti e al bisogno nelle singole regioni.

Concorsi regionali: ecco cosa vuole fare Bussetti

Bussetti ha espresso la precisa volontà di rinnovare il vecchio sistema creando dei concorsi su base regionale.
Rispondendo a quelli che gli facevano le domande durante l’interrogazione parlamentare, Bussetti ha spiegato che ha intenzione di bandire un concorso straordinario per tentare di risolvere la questione della scuola primaria. Per chi sarà questo concorso? Sembra che potranno partecipare diplomati magistrale e laureati in scienze della formazione primaria. Per ora non ci sono indicazioni su ulteriori distinzioni che potrebbero essere fatte.
Oltre al fatto di essere banditi su base regionale, poi, i concorsi dovrebbero strutturarsi tenendo conto di quanti posti ci sono davvero a disposizione. Il bando, quindi, uscirà solo in seguito a un preciso conteggio rispetto ai posti a disposizione per le singole province e per la regione in questione.

Vincolo pluriennale: si sceglie la regione ma si resta per un periodo stabilito

Un altro punto molto importante è emerso, quello del vincolo pluriennale per chi ottiene una cattedra. Il docente potrà scegliere liberamente la regione in cui presentare domanda però, una volta ottenuto l’incarico, sarà vincolato a ricoprire la cattedra in quella regione per un lasso di tempo ben preciso. Non sarà quindi più possibile richiedere il trasferimento in un’altra regione prima del termine del periodo. Per ora ancora non si sa di quanti anni si tratti, ma questo dettaglio verrà sicuramente comunicato da Bussetti più avanti, quando saranno più chiare le modalità con le quali entrerà in funzione questa nuova regola.

Percorsi abilitanti ad hoc per chi vuole accedere all’insegnamento

Si è parlato anche della questione della III fascia e del modo in cui i futuri docenti dovranno conseguire l’abilitazione. L’idea è quella di istituire dei corsi appositi per dare la possibilità ai futuri insegnanti di accedere alla professione. Il fulcro della questione è che, anche in questo caso, la formazione dei docenti sarà legata alle reali necessità date dal numero di cattedre disponibili. In parole povere questo significa che si dovrebbero formare docenti che andranno a ricoprire posti liberi e, in questo senso, i posti verranno banditi in base alla disponibilità. Anche nel caso di questa proposta non sono stati forniti ulteriori dettagli in merito, quindi non si ancora bene come sarà strutturato il percorso formativo rispetto al FIT attuale.