Autore: Marco Ciotola

Italia - Chiesa

12
Gen

Chiesto il rinvio a giudizio per “Don Euro”, il prete che si giostrava tra escort e spa

Don Luca Morini è accusato di truffa, autoriciclaggio, appropriazione indebita, cessione di stupefacenti ed estorsioni. Infinita la lista di prove e testimonianze.

La procura di Massa ha chiesto il rinvio a giudizio per Luca Morini, “don Euro”. Il prete 50enne, secondo l’accusa, si serviva di denaro elemosinato dai suoi stessi parrocchiani – o estorto con truffe e ricatti – per condurre una vita tra lusso, escort, viaggi e droghe.

In queste scorribande, si spacciava per un magistrato con vaste conoscenze politiche. A suo carico numerose intercettazioni, un’enorme mole di testimonianze, e video a dir poco espliciti.

Don Luca Morini (Don Euro) in un autoscatto con un escort.

A dirla lunga sull’aura che già circondava don Luca è il fatto che il suo soprannome, don Euro, non è la classica etichetta mediatica. Sono stati infatti proprio gli stessi parrocchiani e fedeli a chiamarlo così, molti di loro pronti a ricordare pubblicamente le sue continue richieste di soldi per “aiuti a persone in difficoltà”, “fondi per la parrocchia” e addirittura vendita di acqua di Medjugorie.

Piccole donazioni a volte - 100 o 200 euro - cifre più alte se riusciva a intercettare famiglie facoltose e generose, convinte di fare del bene. Veri e propri pellegrinaggi di cittadina in cittadina per elemosinare soldi, che poi gli permettevano pranzi a base di ostriche, caviale e champagne, centri benessere, alberghi a 5 stelle e viaggi nelle capitali europee: Barcellona, Londra, Parigi.

Don Luca Morini (Don Euro) fotografato in piscina durante un viaggio a Barcellona.

La vicenda giudiziaria in corso

Dopo oltre due anni di indagini i reati contestati da Aldo Giubilaro, procuratore, e dal pm Alessandra Conforti sono quelli di truffa, autoriciclaggio, appropriazione indebita, cessione di stupefacenti ed estorsione (nei confronti del vescovo, di parrocchiani e fedeli).
La richiesta di rinvio a giudizio coinvolge anche il vescovo di Massa Carrara, Giovanni Santucci, e l’ex prete Emiliano Colombi.

La vicenda più oscura, infatti, ruota tuttora attorno ai ricatti di don Euro ai danni del vescovo, che si basavano sulla diffusione di un presunto “dossier su fatti incresciosi”, e che hanno spinto quest’ultimo, nel corso degli anni, a far versare a don Luca migliaia e migliaia di euro, sempre coperti dal paravento delle cure per il fegato o scusanti simili.

Altro ruolo veniva svolto dall’ex prete Emiliano Colombi, che avrebbe aiutato don Luca a nascondere la provenienza del denaro. Come riportato dall’accusa l’ex prete:

trasferiva del denaro proveniente dalle truffe aggravate commesse dal Morini in danno di alcuni benefattori della parrocchia di Sant’Eustachio Martire di Montignoso, sul conto personale dello stesso don Luca Morini.

I carabinieri hanno sequestrato a don Luca un totale di 850 mila euro, tra soldi depositati in banca e investimenti, ma si stima che le spese dell’imputato nel corso degli anni possano arrivare a cifre enormi.

La nascita delle indagini

Per dare origine a una vera e propria indagine si è rivelata cruciale la testimonianza di un escort, Francesco. Quest’ultimo nel 2015 ha scoperto la vera identità di uno dei suoi clienti più assidui e generosi, don Euro appunto, che si spacciava per un importante magistrato, gli prometteva raccomandazioni politiche e prestigiosi posti di lavoro.

A quel punto anche l’interesse mediatico è cresciuto in maniera esponenziale, e celebre al riguardo resta il servizio della trasmissione Mediaset Le Iene, in cui don Luca viene intercettato in un albergo di lusso e, dopo aver negato più volte la sua identità, si lascia andare ad un racconto malinconico del suo passato e del suo «bisogno d’affetto».

Don Euro intercettato dal programma Le Iene

La reazione della curia non è stata delle più decise: don Luca viene prima sospeso per malattia, poi trasferito in una villa.