Autore: Marco Contini

Busta paga - Lavoro - Dipendente

2
Gen

Call center fissati i minimi retributivi per i lavoratori: ecco cosa cambia con il decreto

Il 29 dicembre è stato firmato il decreto che stabilisce i minimi retributivi per i lavoratori dei call center. Di seguito tutte le novità e le nuove normative.

I lavoratori dei call center avranno un minimo retributivo, questa la grande novità introdotta da un decreto firmato dal Ministro del Lavoro il 29 dicembre 2018. Un piccolo passo per cercare di far fronte ai tanti problemi della categoria e provare a mettere fine allo sfruttamento che spesso si verifica in questi luoghi di lavoro.

Nel decreto viene stabilito non solo il costo minimo del lavoro, ma si decide anche di scorporare il costo del lavoro nelle gare di appalto della Pubblica Amministrazione. Un’altra buona notizia dato che in questo genere di gare il costo del lavoro del call center pesa anche l’80%.
In questo modo i call center non potranno scaricare sulle spalle dei lavoratori i prezzi bassi stabiliti per la gara, un modo per ottenere il lavoro mantenendo basso il costo.

Il decreto porterà una regolamentazione per gli oltre 30mila lavoratori del settore e permetterà di avere una regolamentazione chiara. I sindacati hanno subito messo in chiaro l’importanza della manovra e i rappresentanti sindacali delle telecomunicazioni di Cgil, Cisl e Uil hanno tenuto a rivendicare la firma come una conclusione di un lungo periodo di lotte.

Il costo del lavoro sarà infatti stabilito mediante contrattazione sindacale e non più stabilito dall’impresa. La tabella è giunta dopo lunghe trattative tra Asstel, organizzazione che raggruppa le società di call center, sindacati e ministero.
Si stabilisce quindi una paga al lavoratore per minuto effettivo di lavoro e in base al livello di inquadramento del lavoratore.

0,4282 centesimi medi al minuto saranno la cifra sotto la quale non si potrà scendere per un occupato di terzo livello ad esempio. Le cifre che sono riportate nella tabella sottostante varranno per tutte le gare d’appalto pubbliche e quindi alle gare legate ad un ente statale.

Le dichiarazioni dei sindacati hanno mostrato una notevole soddisfazione per la firma da parte del Ministro del Lavoro:

Crediamo che dopo l’accordo di settore del 2016 che ha introdotto la clausola sociale, con l’intesa raggiunta e il decreto appena emanato si compia oggi un altro ulteriore passo in avanti per il settore di call center in outsourcing in quanto, stabilendo a norma di legge valori obbligatori per il calcolo del costo del lavoro nelle gare pubbliche, non saranno più ammissibili gare al massimo ribasso e la competizione dovrà basarsi non più unicamente su questo parametro ma sulla capacità delle imprese di offrire servizi a maggior valore aggiunto e di maggiore qualità.

Un primo passo in una battaglia che risulta ancora molto lunga e che i sindacati sono pronti a combattere senza accontentarsi questa prima vittoria.