Autore: Marta Liberti

Meteo - Meteo e Clima

8
Ago

Il caldo record? Colpa dell’uomo! Il rapporto sul clima mostra la verità

Il caldo e le temperature in aumento sono colpa dell’uomo e del suo modo di sfruttare le risorse.

Un rapporto stilato da ben 13 agenzia scientifiche americane parla chiaro: il caldo record è colpa dell’uomo. Il clima sta infatti cambiando e una delle principali cause di questo è l’uomo e il modo che ha di vivere.

A dare la notizia è il New York Times che rivela alcuni dettagli ancora prima dell’approvazione del governo di Trump. Alcuni scienziati, che hanno partecipato agli studi, hanno messo in luce la paura di non vedere mai approvato il loro studio dal governo, dato lo scetticismo di Trump sull’argomento.
Migliaia di studi e decine di migliaia di scienziati ad effettuare i test che hanno mostrato come il cambiamento climatico sia colpa dell’essere umano.

Gli studi svolti dagli scienziati americani hanno mostrato come dagli anni 80 ad oggi la temperatura negli Stati Uniti sia andata sempre più aumentando. Il rapporto fa parte del National Climate Assessment, un rapporto che viene stilato ogni 4 anni per mostrare lo stato del clima.

In base ai test che hanno effettuato gli scienziati i gas serra e le emissioni sarebbero il primo fattore di cambiamento per il clima. Ma a preoccupare gli studiosi sono le approvazioni che gli studi dovranno ottenere prima di essere pubblicati.

I problemi con Trump e il suo staff

Il documento è stato già firmato dall’Accademia Nazionale americana delle Scienze che ha dato il suo via libera. Mancano ancora però le firme della Casa Bianca e l’approvazione dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (Epa), guidata da Scott Pruitt.

Pruitt segue le idee di Trump e anche lui come il Presidente americano ritiene che il cambiamento climatico non sia da attribuire all’uomo. Proprio per questo alcuni studiosi hanno mostrato le proprie paure al New York Times.
Il rischio che il rapporto non sia pubblicato o che ne vengano alterati i dati è infatti molto alto.

In base agli studi effettuati i picchi di caldo che si sono registrati nel 2013 in Australia e Stati Uniti deriverebbero proprio dall’attività umana. Inoltre si attende negli Stati Uniti un aumento delle temperature tra i 2,8 e i 4,8 gradi entro la fine del secolo.

Problema principale è il riscaldamento in Alaska e nell’Artico che procede con una velocità doppia rispetto al resto del globo. Le conseguenze sono lo scioglimento dei ghiacci e l’innalzamento del mare per il nuovo afflusso di acqua.
Problemi che ben presto potrebbero avere gravi conseguenze per molti abitanti del globo.