Autore: Chiara Ridolfi

BCE - Debito pubblico - Unione Europea

28
Dic

Bce mette in guardia l’Italia: il debito pubblico nel 2018 sarà il 90% del Pil

La Banca Centrale europea mette in guardia l’Italia e la sua legge di bilancio: il debito pubblico nel prossimo anno sarà il 90% del Pil.

Ancora un monito per il nostro Paese che deve fare i conti con il debito pubblico che cresce di anno in anno e che diventa sempre più pesante. La Bce rivede al rialzo le stime di crescita dell’eurozona e del suo Pil che secondo le stime avrà: “una crescita annua del Pil pari al 2,4% nel 2017, al 2,3% nel 2018, all’1,9% nel 2019 e all’1,7% nel 2020”.

Gli esperti per il 2017 prevedevano una crescita del 2,2% per la zone dell’Euro; il Pil è però riuscito ad andare oltre le attese. Il problema però rimangono i Paesi con un debito pubblico elevato, tra cui vi è anche l’Italia che risulta fanalino di coda per la crescita tra i Paesi Ue.
Nel bollettino della Bce si legge infatti:

Il rapporto fra debito e Pil sta diminuendo, ma con lentezza. Fra i sei paesi i cui documenti programmatici di bilancio configurano un rischio di non conformità con il Patto di stabilità e crescita, per Belgio, Francia, Italia e Portogallo si prevedono nel 2018 elevati livelli di debito pubblico, superiori al 90% del Pil.
L’Italia ha mostrato di fare dei passi avanti, ma non sufficienti a cambiare le cose e soprattutto a rispettare gli accordi presi.

Il valore stabilito dal Patto di Stabilità si dovrebbe attestare sul 60% del Pil per il debito pubblico, ma la Banca Centrale europea ha già calcolato che per i Paesi sopra inseriti non riusciranno a rispettare gli accordi presi.
Informazioni che erano già state rese ben chiare il 4 dicembre, quando era stato mostrato il bollettino per l’Italia e si era specificato:

nella lettera inviata dalla Commissione il 22 novembre 2017 si afferma che sono stati fatti “progressi insufficienti verso il rispetto della regola del debito” e che il “debito pubblico dell’Italia rimane una vulnerabilità chiave”. Nel contempo la Commissione non ha ancora pubblicato una relazione basata sulle informazioni trasmesse per il 2016, come previsto

Nella giornata di oggi la Bce ha inoltre chiarito che lo stimolo monetario continua ad essere necessario per continuare a tenere l’inflazione intorno al 2%. Un comunicato che non mostra delle grandi novità e che mette ancora in chiaro come le politiche di stimolo monetario siano fondamentali per l’andamento dell’economia dell’Unione europea.
Il Consiglio direttivo della Bce ha infatti chiarito:
che un ampio grado di stimolo monetario rimane necessario affinché le spinte inflazionistiche di fondo continuino ad accumularsi e sostengano la dinamica dell’inflazione complessiva nel medio periodo