Autore: Marco Ciotola

Disoccupazione - Naspi - Lavoro - Jobs Act - contratto a tempo determinato - Contratto di apprendistato - Italia

21
Feb

Assegno di ricollocazione: cos’è? Come funziona e come richiedere la nuova misura

In fase di sperimentazione già da marzo del 2017, la misura dovrebbe partire a pieno regime nei prossimi mesi. Vediamo allora cosa si intende per assegno di ricollocazione: cos’è, come funziona e come richiederlo

Assegno di ricollocazione: cos’è? Dopo una fase di lancio partita a marzo 2017 con le prime 30mila lettere ai beneficiari, sembrerebbe essere tutto pronto per l’avvio vero e proprio della misura economica, allestita stavolta per coinvolgere la totalità dei destinatari che la normativa prevede.

Secondo molti la sperimentazione dei mesi precedenti non è stata del tutto convincente. Ma Maurizio Del Conte, presidente di Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro), ha di recente spiegato - in un’intervista al Sole 24 Ore -
che da aprile 2018 il servizio partirà a pieno regime. Vediamo allora nel dettaglio cos’è l’assegno di ricollocazione, come funziona e come richiederlo.

Assegno di ricollocazione: cos’è?

Si tratta di uno strumento nato per aiutare i disoccupati durante la ricerca di un lavoro, al fine di garantirgli condizioni di ricerca migliori, costantemente seguite da esperti e, di conseguenza, una maggiore possibilità di ricollocarsi a livello occupazionale.

Non è un bonus, né ha nulla a che fare con un sussidio o un reddito di inclusione; è un vero e proprio voucher, erogato dal servizio di assistenza alla ricollocazione.

E’ quindi una cifra spendibile in servizi di assistenza quotidiana nella ricerca del lavoro e non è mai monetizzabile, né utilizzabile in ambiti diversi rispetto a quello dei centri per l’impiego pubblici o privati, sempre accreditati dalla Regione.

Come funziona l’assegno di ricollocazione: chi lo eroga e a quanto ammonta?

La cifra, come spiega L’Anpal, “viene riconosciuta al soggetto che eroga il servizio di assistenza alla ricollocazione solo se la persona titolare dell’assegno trova lavoro”; solo - di fatto - dopo la stipula del contratto.

Va specificato infatti che l’assegno non viene materialmente corrisposto al disoccupato, ma all’ente che mette a disposizione tutti i servizi utili alla ricollocazione del soggetto.

Gli importi variano da 1.000 a 5.000 euro se la persona disoccupata trova un nuovo impiego a tempo indeterminato, compreso un apprendistato; da 500 a 2.500 in caso di contratto a tempo determinato della durata di almeno 6 mesi.

In Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia - classificate all’interno della normativa come “regioni meno sviluppate” - si va da 250 fino a 1.250 euro per un contratto a tempo determinato che va dai 3 ai 6 mesi di durata.

Come fare richiesta: a chi rivolgersi e come?

La persona disoccupata deve presentare al Centro per l’impiego (o anche al Patronato) la dichiarazione di immediata disponibilità a lavorare, ovvero la cosiddetta «Did», e richiedere così la somma.

La misura coinvolge i disoccupati in Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego) da almeno quattro mesi, ma anche i beneficiari del reddito di inclusione e i lavoratori in accordi di ricollocazione.

Non possono richiedere l’assegno di ricollocazione le persone coinvolte in politiche attive di soggetti pubblici come il servizio civile, corsi di formazione per l’inserimento lavorativo, corsi di obblighi formativi, tirocini extracurriculari, o persone che hanno ricevuto finanziamenti utili all’avvio di un’attività.

Per tutte le informazioni è possibile contattare il numero verde 800.000.039 attivo dalle 9 alle 18, dal lunedì al venerdì, scegliendo 1 dal menù e parlando quindi direttamente con un operatore. Si può inoltre scrivere all’indirizzo mail [email protected]