Autore: Ilaria Roncone

Pensione

1
Ago

Come andare in pensione con pochi contributi? Ecco come fare

Ci sono dei casi specifici in cui il lavoratore può andare in pensione senza aver raggiunto 20 anni di contributi: vediamo quali

Come funziona in questo momento la pensione di vecchiaia? Dal 1° gennaio non presenta più alcuna distinzione di genere e oltre ai 66 anni e 7 mesi di età bisogna anche aver maturato 20 anni di contributi per legge. A questa regola ci sono però alcune eccezioni, che permettono a chi ancora non ha raggiunto i 20 anni di contributi di richiedere la pensione di vecchiaia. A quali condizioni?

Le deroghe Amato: pensionarsi con 15 anni di contributi

Le deroghe Amato, rimaste valide anche dopo l’entrata in vigore della legge Fornero, prevedono il pensionamento con soli 15 anni di contributi invece che 20. Altra possibilità offerta è quella di andare in pensione con soli 5 anni di contributi grazie alla pensione di vecchiaia contributiva, però in questo caso ci sono requisiti anagrafici molto elevati.
Sono tre le deroghe Amato ancora valide che permetto di ottenere la pensione con 15 anni di contributi versati.

Prima deroga Amato

Con la prima deroga Amato può andare in pensione di vecchiaia se e solo se al 31 dicembre 1992 si era in possesso di 15 anni pieni di contributi versati per un totale di 780 settimane. In questo senso sono utili tutti i contributi: obbligatori, volontari, figurativi, da riscatto e da ricongiunzione e quelli versati all’estero, in paesi europei o convenzionati con l’Italia. La deroga vale per chi è iscritto:

  • nell’ex Inpdap;
  • nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi dell’Inps (es. artigiani e commercianti);
  • nel Fondo lavoratori dipendenti (Fpld);
  • nell’ex Ipost.
  • nell’ex Enpals;

Seconda deroga Amato

Questa deroga dà la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contributi a tutto coloro che sono stati autorizzati al versamento di contributi volontari, a patto che sia stato prima del 31 dicembre 1992. Nel caso specifico basta l’autorizzazione ai versamenti, non essendo necessario anche il relativo versamento. La differenza con la prima deroga Amato è che a questa non posso avere accesso gli iscritti all’ex Inpdap e all’ex Ipost.

Terza deroga Amato

La terza e ultima deroga Amato dà la possibilità di andare in pensione con quindici anni di contributi ai lavoratori dipendenti iscritti all’assicurazione generale obbligatoria o a un fondo sostitutivo o esonerativo della stessa. Inoltre chi fa richiesta deve avere i seguenti requisiti:

  • 25 anni almeno di anzianità assicurativa. Il primo versamento contributivo deve essere quindi versato almeno 25 anni prima del pensionamento;
  • 15 anni di contributi;
  • aver lavorato almeno 10 anni in modo discontinuo, cioè per periodi inferiori alle 52 settimane.

Pensione con 5 anni di contributi

Per chi invece non ha nemmeno 15 anni di contributi e quindi non può accedere alle deroghe in questione, c’è la possibilità della pensione di vecchiaia contributiva, con cui si può andare in pensione con soli 5 anni di contributi.
Quali sono i requisiti per accedere a questo tipo di pensionamento? Occorre avere, nel corso del 2018, almeno 70 anni e 7 mesi di età. Nel 2019 il requisito salirà di 5 mesi, a 71 anni. In seguito ci sarà un aumento di età pari a tre mesi ogni biennio, a seconda dell’andamento degli adeguamenti automatici della speranza di vita media.
Hanno quindi diritto alla pensione di vecchiaia contributiva tutti i lavoratori con cinque anni di contributi la cui prestazione va calcolata col sistema interamente contributivo:

  • quelli che non possiedono contributi versati prima del 1° gennaio 1996;
  • quelli che possiedono contributi soltanto nella gestione separata o hanno optato per il computo della contribuzione in questa gestione;
  • quelli che hanno optato per il sistema di calcolo contributivo.