Autore: Monica De Santis

Salute - Ambiente

14
Nov

Allarme CO2:il secondo avvertimento degli scienziati sull’aumento delle emissioni globali

Il tasso di emissione globale di CO2 tornerà a crescere del 2%: i dati del 2017, la situazione italiana e alcuni buoni consigli su come aiutare il nostro pianeta.

Dopo tre anni di immobilità l’emissione di CO2 tornerà a crescere del 2%, mettendo a rischio l’obiettivo stabilito dall’accordo di Parigi di contenere l’aumento della temperatura al di sotto dei 2 gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali.

Lo dimostrano i dati e gli studi presentati nel rapporto 2017 “Global Carbon Budget” illustrati oggi a Bonn, in Germania, in occasione della conferenza ONU sui cambiamenti climatici.

I primi colpevoli di questa nuova crescita sono:

  1. Cina: 28% delle emissioni globali nel 2016
  2. Usa: 15% delle emissioni globali nel 2016
  3. Europa: 10% delle emissioni globali nel 2016
  4. India: 7% delle emissioni globali nel 2016

Il secondo avvertimento

Nel 1992 fu la Union of Concerned Scientists a pubblicare il primo avvertimento all’umanità circa le drammatiche condizioni climatiche ed ambientali mondiali. Il documento fu firmato da quasi 1550 scienziati.

Non si pensava, tuttavia, che la situazione possa così gravemente degenerare in soli 25 anni. Nel 2017 ci troviamo, dunque, alla pubblicazione di un secondo avvertimento.

E coloro che hanno firmato non stanno sollevando un falso allarme: stanno solo rendendo conto dei chiari segnali che stiamo percorrendo una discesa, lungo un percorso insostenibile.”. Queste sono le parole di Ripple, professore di scienze forestali alla Oregon State University.

Ci sono stati, comunque, miglioramenti grazie all’aumento dell’uso di energia proveniente da fonti rinnovabili, ad un calo demografico e del tasso di deforestazione.

Il caso dell’Italia

Il nostro paese ha visto un aumento delle emissioni di CO2 del 3,5%, un sempre crescente abbandono dei territori agricoli ed un rilevante tasso di inquinamento. Tuttavia è bene sottolineare come il Bel Paese sia ai primi posti nella salvaguardia delle specie animali e vegetali, andando in controtendenza rispetto alle condizioni globali.

È necessario rendere il singolo cittadino più consapevole circa i valori ambientali e l’importanza del proprio ruolo all’interno dell’ambiente in cui viviamo ed agiamo.

La priorità principale è la diffusione della cultura ecologica nel nostro Paese che porti i cittadini a essere consapevoli della interdipendenza della nostra salute e del nostro benessere con quello delle altre specie con cui condividiamo il territorio. La conoscenza scientifica e le politiche di prevenzione più avanzate sono sicuramente importanti, ma l’elemento decisivo è il nostro comportamento e la nostra percezione di valore degli ecosistemi

Questo è quanto afferma il professore Alberto Basset, professore di ecologia della Università del Salento e firmatario dell’avvertimento.

Piccole ma grandi azioni quotidiane per aiutare il pianeta

Ecco qualche consiglio e buona abitudine che può aiutare a fare la differenza:

  • uso, se possibile, di veicoli elettrici
  • cercare di mantenere costanti velocità alla guida
  • evitare sprechi corrente ed acqua e, se possibile, usare lampadine a risparmio energetico
  • evitare di lasciare dispositivi elettrici generici e computer in stand bye
  • fare la raccolta differenziata