Autore: Marco Contini

Gianluca Vacchi - Investimenti

9
Ago

Vacchi nei guai: pignorati immobili e barche al re dei social. Ecco perché

Nuovi problemi finanziari per Gianluca Vacchi che vede alcune delle sue proprietà pignorate. Il successo sui social non aiuta con i debiti!

I 12 milioni di follower di Gianluca Vacchi non sono serviti ad evitare il pignoramento dei suoi beni, dati i milioni di debiti del re dei social. Le banche hanno infatti attuato un pignoramento sui beni immobiliari e le barche, che sembra essere ora diventato esecutivo.

Le barche, gli immobili e le azioni dovrebbero essere sufficienti a Bpm per garantire la mancata restituzione dei 10 milioni chiesti come finanziamento. Il prestito era stato richiesto per l’apertura della sua finanziaria First Investments, da cui sembrano essere derivati tutti i problemi economici del magnate dei social.

Qual è il problema di Vacchi?

Gianluca Vacchi infatti non avrebbe restituito le ultime rate del finanziamento. Il Fatto Quotidiano spiega che il re dei social avrebbe restituito le prime due rate per un valore complessivo di 2 milioni.
Dopo ciò però Vacchi avrebbe però smesso di pagare, la terza rata, con scadenza 31 dicembre 2015 e il valore di 2 milioni, non sarebbe infatti mai stata versata.

I problemi finanziari di Gianluca Vacchi iniziano proprio nel 2008 quando venne chiesto il prestito per dar vita alla sua finanziaria. I 10 milioni concessi da Bpm sarebbero stati però un peso eccessivo per il divo di Instagram e da qui i problemi di restituzione.

Lo spirito imprenditoriale di Vacchi non si è infatti rivelato al pari di quello della famiglia, che di affari invece sembra intendersene. Difatti la First Investments ha la bellezza di 30 milioni di debiti, di cui 10 con Bpm.

La famiglia Vacchi e la Ima

Il nome di Gianluca Vacchi è legato all’azienda Ima, colosso del settore del packaging che conta al suo interno oltre 5.000 dipendenti. L’azienda situata nel bolognese produce confezioni per cosmetici, farmaci, alimenti e altri generi di prodotti.

Il fatturato è stellare e nel 2016 si parla di 1,3 miliardi di euro per la Ima. Ovviamente l’azienda non è gestita da Gianluca Vacchi, ma da Alberto, suo cugino.
In questi giorni l’azienda è inoltre in azione per quotare in borsa la GIMA TT, azienda di cui detiene il 70% della quote e che produce pacchetti di sigarette.

La GIMA nello scorso anno ha fatturato 100 milioni, ha al suo attivo oltre 100 dipendenti e produce l’involucro per le Philp Morris, azienda che ha deciso di aprire anche una fabbrica nel bolognese.

Fin dallo scorso anno i problemi finanziari di Vacchi e i suoi balletti avevano fatto scendere il titolo in Borsa, facendo correre subito ai ripari la Ima. Era infatti stato emanato un comunicato nel quale si faceva presente che Gianluca Vacchi è sì un azionista e membro del Cda dell’azienda, ma senza deleghe e quindi privo di potere decisionale.
Nel comunicato si precisava:

il dott. Gianluca Vacchi ha svolto, per molti anni, l’attività di imprenditore al di fuori del contesto IMA, senza alcuna partecipazione attiva in questa azienda essendo soddisfatto degli andamenti complessivi e della gestione.
[...] L’origine di IMA è stata legata, oltre mezzo secolo fa, alla volontà della famiglia Vacchi di investire i proventi di altre attività su alcuni progetti innovativi presentati loro da inventori e progettisti di grande spessore creativo e tecnologico. L’incontro tra visione aperta di imprenditori ed una solida base tecnologica ha dato, anche al mondo IMA, la possibilità di crescere su solide basi di ricerca ed innovazione.