Autore: Chiara Ridolfi

Dipendente - Mobbing

19
Mag

Stalking, significato: quando è reato? Leggi che tutelano il molestato e pene per lo stalker

Comprendere il significato della parola stalking è importante per tutelarsi e soprattutto denunciare la persona.

Il significato della parola stalking non è sempre chiaro e spesso la si confonde con il mobbing, che però è un altro modo per vessare una persona e portarle problemi. Diciamo fin da subito che lo stalking è un reato e la legislazione italiana prevede sanzioni per coloro che lo attuano.

Quando si subiscono minacce spesso si è intimoriti e si ha paura a procedere per vie legali, dal momento che chi minaccia può far pensare che la nostra azione avrà delle ripercussioni.
Sapere con precisione qual è la normativa sullo stalking in Italia e quali sono le pene è un elemento importante per tutelarsi.

La pratica dello stalking, che nella traduzione italiana sarebbe “fare la posta”, mette a serio repentaglio il benessere psico-fisico delle vittime, obbligandole a cambiare abitudini di vita per sfuggire alle minacce reiterate del proprio vessatore.
Rivolgendosi alla polizia o ai carabinieri si può inoltre avere l’aiuto di cui si ha bisogno e tutelare la propria persona.

Di seguito troverete nello specifico tutti i casi di stalking che la legislazione italiana riconosce e come può una vittima denunciare il proprio persecutore. Ci teniamo a precisare che nel caso in cui si avesse il timore di essere vittima di stalking il modo migliore per capire la situazione è chiedere aiuto alle autorità competenti.

Stalking: che cos’è?

Lo stalker, o anche il “molestatore assillante”, è colui che si macchia di comportamenti criminosi che ingenerano nella propria vittima un continuo stato d’ansia e di paura, costringendola a cambiare abitudini di vita per timore di incorrere in gravi conseguenze che mettono a repentaglio la propria incolumità.

Queste persecuzioni che generano un continuo stato d’ansia e di paura impediscono alla vittima il normale svolgimento della vita quotidiana, nonché il timore costante per la propria integrità e incolumità psico-fisica.

Lo stalking può essere subito mediante varie modalità che possono essere sia verbali che telematiche. Difatti nel caso in cui si fosse oggetto di ripetuti messaggi, mail e chiamate nei quali si venga insultati o minacciati ci si deve rivolgere alle autorità.
Chi è vittima di stalking non viene maltrattato dal punto di vista fisico, subendo percosse, ma dal punto di vista psicologico.

Stalking: quali comportamenti costituiscono reato?

Non c’è un elenco fisso di comportamenti che definiscono il reato di stalking, anche perché, come si è visto, questi possono prendere qualsiasi forma.
Non si tratta di qualcosa che si fa, ma piuttosto di quali conseguenze hanno determinati atteggiamenti sull’altra persona.

In generale costituisce reato di stalking qualsiasi reiterazione delle minacce che mettano a rischio l’integrità psico-fisica della vittima.

Affinché vi sia reato occorre dimostrare l’effetto che la condotta dell’aggressore ha avuto sulla vittima, che può essere di tre tipi, tra loro alternativi:

  • un procurato perdurante e grave stato di ansia e di paura;
  • un ingenerato fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di una persona al medesimo legata da relazione affettiva;
  • un’alterazione delle proprie abitudini di vita.

Tipologie di stalking: occupazionale

Nella legislazione italiana non esiste il reato di mobbing, ci sono però delle misure che mirano a punire quei comportamenti lesivi sul luogo di lavoro.
Quindi è possibile procedere con una denuncia per stalking sul lavoro, in questo caso si tratta di stalking occupazionale.

Nella fattispecie questa tipologia di stalking è volta a indicare quegli «atti persecutori» in cui l’effettiva attività persecutoria si esercita nella vita privata della vittima, ma la cui motivazione proviene invece dall’ambiente di lavoro, dove lo stalker (o il persecutore) ha realizzato, subìto o desiderato una situazione di conflitto, persecuzione o mobbing.

Mobbing e stalking: due modalità differenti di essere molestati

Si se si tratti di mobbing che se si tratti di stalking, si continua ad avere un filo rosso che unisce le due questioni: le molestie verso un’altra persona. Il mobbing è però differente, dal momento che avviene sul posto di lavoro, ma dal punto di vista normativo non ci sono delle vere e proprie norme in Italia che lo regolino in quanto reato.

Il mobbing si applica sulla vita privata lavorativa di una persona e viene messo in atto sul posto di lavoro. In questo caso il lavoratore viene sminuito e gli effetti delle parole e delle minacce si ripercuotono sulla sua vita lavorativa e privata.
Nel caso in cui si fosse vittima di mobbing la legislazione italiana fa ricadere il fenomeno nella categoria dello stalking occupazionale di cui abbiamo parlato prima.

Il mobbing, o stalking occupazionale, viene attuato in modo che la persona non solo sia turbata dal punto di vista psicologico, ma anche sul posto di lavoro si senta sminuita. Il mobbing può infatti avvenire anche per un demansionamento che il superiore decide per vessare il dipendente.

Tipologia di stalking: condominiale

Anche il condominio, come il posto di lavoro, è un luogo dove è facile che insorgano conflitti tra persone e si scatenino pratiche vessatorie riconducibili allo stalking.

Vi sono stati più casi di stalking condominiale, spesso legati a maltrattamenti subiti da donne. La Corte di Cassazione (Cass. pen., sez. V, 25 maggio 2011, n. 20895) ha esteso il reato di stalking anche all’ambito condominiale, stabilendo che, anche qualora le minacce siano subite solo da due soggetti femminili, lo stalker viene accusato del reato verso tutti i soggetti femminili del palazzo perché la sua condotta ha ingenerato ragionevoli paure e timori per la loro integrità psico-fisica.

Tipologia di stalking: telefonico

Anche le minacce telefoniche costituiscono stalking, sempre che sussitano le condizioni generali per il reato di stalking: ossia reiterazione della condotta vessatoria e danneggiamento dell’integrità psico-fisica.

Nel caso di stalking telefonico da numero privato è fondamentale che la vittima denunci il fatto alle Forze dell’Ordine di modo che il telefono possa essere messo sotto osservazione e si possa risalire allo stalker.

Reato di stalking: la pena e la legislazione

Il reato di stalking in Italia è regolato dall’articolo 612 bis del codice penale dove si leggono le seguenti parole:

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici.
La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata.

Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. La querela è comunque irrevocabile se il fatto è stato commesso mediante minacce reiterate nei modi di cui all’articolo 612, secondo comma. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio

La pena, come si può leggere nell’articolo del codice penale, per il reato di stalking prevede una reclusione che varia dai 6 mesi ai 5 anni.
Tale pena può essere aumentata se lo stalking proviene da un coniuge legalmente divorziato o separato o comunque da persona legata affettivamente alla persona offesa.

Ancora, è previsto un aumento della pena fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità, o con armi o da persona travisata.
In genere la denuncia avviene tramite querela da parte della persona offesa, con termine per la proposizione di sei mesi (anziché di tre mesi, come per quasi tutti gli altri reati).

Può, tuttavia, procedersi d’ufficio, quando il fatto viene commesso nei confronti di un minore di età oppure di una persona con disabilità, nonché quando il fatto viene connesso con altro delitto per cui debba procedersi d’ufficio.