Autore: Veronica Beco

14
Mar

Scoperte di Stephen Hawking: la vita straordinaria dello scienziato che ci ha lasciati

Una panoramica delle scoperte di Stephen Hawking, in omaggio all’uomo straordinario e all’illustre scienziato dell’universo, tra buchi neri, cosmologia e Big Bang.

Si è spento nella notte nella sua casa di Cambridge lo scienziato Stephen Hawking, uno tra i fisici più autorevoli e degli astrofisici più importanti del mondo, grazie ai suoi studi e alle sue scoperte sull’origine dell’universo e sulla cosmologia quantistica.

Nato a Oxford l’8 Gennaio 1942, Hawking ci lascia all’età di 76 anni benché fosse da molto tempo malato di SLA. La terribile patologia degenerativa della Sclerosi Laterale Amiotrofica, che man mano blocca le funzioni vitali, gli fu diagnosticata nel 1963: Hawking aveva solo 21 anni e i medici all’epoca gli diedero appena qualche anno di vita.

La notizia è stata confermata dalla famiglia, che ha diffuso ai media il seguente comunicato da parte dei tre figli Lucy, Robert e Tim:

"Siamo profondamente rattristati per la morte oggi del nostro padre adorato. E’ stato un grandissimo scienziato e un uomo straordinario. I suoi lavori vivranno ancora per molti anni dopo la sua scomparsa. Il suo coraggio e la sua perseveranza, insieme al suo essere brillante e al suo umorismo, hanno ispirato persone in tutto il mondo"

Oltre allo scienziato, si rende omaggio all’uomo. Alla sua forza di volontà straordinaria, ammirata in tutto il mondo. All’ironia che lo ha sempre contraddistinto e alla sua mente brillante, capace di superare le difficoltà di una malattia che man mano ne minava le capacità motorie e verbali con il riso e con l’umorismo, mentre i suoi studi scientifici sull’universo lo portavano laddove nessuno era mai arrivato prima d’allora.

Scoperte di Stephen Hacking: una vita da scienziato

All’inizio degli anni ’70, Hawking diviene un pioniere nello studio dei buchi neri e dell’origine dell’universo. La cosmologia e la teoria della gravità quantistica sono il suo primo campo di lavoro: studiando la teoria generale della relatività di Einstein, arrivò a dimostrare come dopo il Big Bang si siano creati i cosiddetti “micro-buchi neri”, oggetti delle dimensioni di un protone ma di massa enorme.

Nel 1973, pubblicò un libro sulla geometria dello spazio-tempo con George Ellis. Nel 1974, diede alle stampe il testo dedicato al meccanismo di evaporazione dei buchi neri, al quale è legato l’inizio della sua fama scientifica. Dimostrò che le leggi della termodinamica sono applicabili ai buchi neri, i quali emettono radiazioni che li portano all’evaporazione secondo le leggi della meccanica quantistica. Tale incredibile intuizione è stata dimostrata in via sperimentale solo nel 2010.

Nel 1979, ottenne la cattedra di matematica all’Università di Cambridge, la stessa che in passato fu ricoperta da Isaac Newton e Paul Dirac e che occuperà per ben 30 anni.

Dalla cosiddetta radiazione di Hawking, i suoi studi sui buchi neri proseguirono dimostrandone le tre proprietà di: massa, momento angolare e carica elettrica. Accanto a questi, i suoi contributi più rilevanti riguardarono la cosmologia, in particolare la teoria sull’universo senza limiti spazio temporali e sull’inizio senza confini dell’universo.
Grazie alla collaborazione con vari illustri scienziati, si è occupato anche del multiverso, dell’evoluzione galattica, dell’inflazione cosmica.

Hawking, divulgatore scientifico per il grande pubblico

Stephen Hawking fu inoltre un grandissimo divulgatore scientifico, capace di toccare argomenti e concetti estremamente complicati come quelli appena citati in modo semplice, alla portata di tutti.

Il 1988 è l’anno in cui cominciò ad essere conosciuto anche dal grande pubblico, grazie al suo libro “Dal Big Bang ai Buchi Neri. Breve storia del tempo”: si tratta del libro divulgativo di maggior successo di sempre, considerato uno dei più importanti testi scientifici del XX secolo.
Nel 2001 è stato seguito da “L’Universo in un guscio di Noce” dove trovano spazio le sue scoperte più recenti.

Consigliamo inoltre di guardare il film del 2014 “La Teoria del Tutto”, dedicato proprio alla vita dello scienziato, interpretato da Eddie Redmayne che ottenne l’Oscar come miglior attore per la performance.