Autore: Rosaria Imparato

Banche - Mutuo - Italia

13
Feb

Mutuo giovani: per gli under 30 è più facile

Buone notizie, ma solo per chi ha il posto fisso: cresce la possibilità di ricevere il finanziamento e l’importo erogato. Per gli under 30 il mutuo giovani è più facile per l’analisi di Mutui.it e Facile.it.

Per gli Under 30 il mutuo giovani è più facile da ottenere: questa la buona notizia secondo un’analisi portata avanti da Mutui.it e Facile.it, prendendo in considerazione i dati dal 2013 al 2017.
È in aumento, infatti, la percentuale di giovani under 30 che si è rivolta a un istituto di credito per ottenere un mutuo. In crescita, anche il numero di lavoratori che hanno un contratto a tempo indeterminato.
Due sogni che si realizzano, per questa generazione che ha buone, anzi, ottime possibilità di non vedere nemmeno un centesimo di pensione.

Mutuo giovani per gli under 30: l’analisi di Mutui.it e Facile.it

Mutui.it e Facile.it hanno esaminato a campione 50.000 domande di finanziamento per l’acquisto di un immobile, sia per la prima che per la seconda casa, presentate sui loro portali dal gennaio 2013 al dicembre 2017.

L’indagine ha rivelato un cambiamento nel segmento riguardante i giovani sotto i 30 anni: in particolare, si è visto un aumento delle richieste da parte di chi ha un lavoro con contratto a tempo indeterminato.

Numeri alla mano, la percentuale degli aspiranti mutuatari con meno di 30 anni e un posto fisso è aumentata dal 3% del 2013 al 31% di fine 2017.
Oggi, quindi, il 12% di chi ottiene il mutuo ha meno di 30 anni.

Questo dato ci fa riflettere anche su un altro aspetto importante: è aumentata anche la percentuale di under 30 che ha realizzato il miracolo del contratto a tempo indeterminato: dal 75.55% del 2013 al 84.66% del 2017. Sono ben 9 punti in più in 4 anni.

Nello stesso periodo preso in considerazione, è diminuito il numero di lavoratori a tempo determinato che si è rivolto alle banche per un mutuo: la percentuale è calata dal 3% del 2013 al 2% del 2017; sono diminuiti anche i mutui erogati (dal 2.4% all’1.9%).
L’importo medio richiesto è passato dai 122.600 euro del 2013 ai 130.237 euro del 2017, con un aumento del 6.2%.

Ivano Cresto, responsabile BU mutui di Facile.it:

Da un lato i dati indicano che l’aumento generale della fiducia dei consumatori e il miglioramento delle condizioni lavorative hanno contribuito a far crescere la richiesta di mutui da parte di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato. Dall’altro lato, però, fanno pensare ad un atteggiamento più prudente da parte delle banche, che considerano la stabilità lavorativa ormai come elemento fondamentale per concedere un mutuo. Fattore che, in assenza di garanti terzi, limita fortemente la possibilità che un lavoratore precario riesca ad ottenere un prestito.

Qual è, quindi, la grande contraddizione? È vero che i contratti a tempo indeterminato aumentano, ma non si può fare a meno di notare che in ogni caso le persone che non hanno la fortuna del posto fisso, che sono comunque tante, vengono escluse da questi meccanismi. Diventa quindi statisticamente più difficile comprarsi una casa e “farsi una famiglia”.

Si tratta forse dell’effetto Job Acts? L’impennata delle richieste di mutui, infatti, è variata notevolmente a ridosso e subito dopo il Job Acts, grazie alle sue dinamiche di incentivi, degli sgravi contributivi e alle loro conseguenze sulle assunzioni.