Autore: Marco Contini

Stati Uniti - Senato - Malattia

28
Lug

McCain ripudia Trump e vota contro l’abolizione dell’Obamacare

Il senatore McCain ha votato contro l’abolizione dell’Obamacare divenendo così l’ago della bilancia che ha fatto fallire il tentativo di ripudiare la riforma sanitaria.

McCain ha votato contro l’abolizione dell’Obamacare facendo così fallire il progetto di Trump di smantellare la riforma sanitaria dell’ex presidente. Arriva così un bel colpo di scena a Washingthon, dove il Senato boccia in via definitiva l’Health Care Freedom Act.

L’Health Care Freedom Act è la proposta presentata da Donald Trump per riuscire a smantellare la riforma sanitaria di Obama. Ancora una volta è stato McCain a mettere i bastoni tra le ruote al Presidente degli Stati Uniti, che non ha mai appoggiato il programma del Presidente o le sue scelte, sebbene sia parte del suo stesso schieramento.

Il Senato così decreta, con 51 no e 49 sì, tre persone sono state fondamentali: John McCain, Susan Collins del Maine e Lisa Mukowski dell’Alaska. McCai, da poco operatori al cervello per un tumore, è tornato in aula appositamente per votare una proposta che non lo convinceva.

Problemi per Trump, non solo la sanità fa acqua

A creare problemi al Presidente americano non è solo la sanità però, dato che negli ultimi sembra ricevere un colpo dopo l’altro. Il Pentagono nei giorni scorsi ha dichiarato che sui militari transgender non vi saranno cambiamenti, fin quando non giungeranno disposizioni chiare dalla Casa Bianca.

L’annuncio che le persone transgender non potranno servire la nazione entrando nelle forze armate è giunto difatti dall’account Twitter del Presidente che ha scritto:

Dopo aver consultato i generali e gli esperti militari, siete avvisati che il governo degli Stati Uniti non accetterà né permetterà che individui transgender servano in alcuna unità dell’esercito. Il nostro esercito deve essere concentrato su vittorie schiaccianti e decisive e non può sostenere il tremendo costo medico e il disagio che i transgender nell’esercito comporterebbero.

Con le disposizioni di Obama difatti i membri dell’esercito potevano effettuare la transizione a spese dello stato e dopo 18 mesi dal passaggio arruolarsi in uno dei corpi militari. Tutto questo costerebbe all’esercito americano tra i i 2 e i 4 milioni di dollari l’anno, che rapportati ai 6 miliardi di dollari che vengono spesi ogni anno per le cure mediche dell’esercito non sono una cifra sconsiderata.

Il Pentagono ha subito dichiarato che fin quando non avrà delle disposizioni chiare e precise non cambierà il modo di reclutamento e non effettuerà esclusioni. La strada si fa sempre più complessa per Trump, che deve combattere non solo con l’opposizione, ma con gli stessi membri del suo partito.