Autore: Marco Contini

Trenitalia - multe

4
Ago

L’Antitrust multa Trenitalia: nascosti i biglietti con i prezzi low cost

Trenitalia viene multata per 5 milioni dall’Antitrust con l’accusa di nascondere i biglietti low cost e mettere in primo piano i viaggi più costosi.

Trenitalia è stata multata dall’Antitrust con l’accusa di nascondere le tariffe più vantaggiose. I treni veloci della compagnia, ossia le Frecce, sono infatti proposte come soluzioni di viaggio molto più dei treni che impiegano più ore, ma che hanno prezzi molto più vantaggiosi.

Il sito della Ferrovie dello Stato mette difatti in evidenza le tariffe per i treni veloci, senza però dare nello stesso prospetto anche le soluzioni con i regionali o le vetture meno costose. Le carrozze delle Frecce sono infatti proposte sia su app che da sito, senza però proporre anche le soluzioni alternative.

La società guidata da Barbara Morgante si difende dicendo di proporre sempre al cliente le tratte più vantaggiose, che vengono calcolate in base a:“ tre concorrenti parametri: minore durata del viaggio, minore distanza percorsa e minore numero di cambi, senza che il prezzo del biglietto assuma alcuna rilevanza a tal fine. Inoltre, da anni, sono state rese fruibili ulteriori funzioni di ricerca, come ad esempio un’apposita sezione per i treni regionali

La situazione secondo l’Antitrust è ben diversa, dal momento che solo i viaggiatore attenti riescono a trovare nel sito le proposte più economiche. Difatti ogni qual volta i acceda al sito di Trenitalia le prime soluzioni che ci appaiono sono quelle dei treni veloci.

La schermata in foto è infatti quella che appare ad ciascun utente nel momento in cui si collega al sito di Trenitalia. Come si può vedere infatti solo nel momento in cui si clicca sulla sezione Regionali è possibile vedere le soluzioni che prevedono treni più lenti.

L’autorità inoltre contesta a Trenitalia di non mostrare le soluzioni con cambio:
la soluzione di viaggio che prevede un cambio e l’utilizzo di treni regionali non è mai inclusa nei risultati di ricerca e non è altrimenti rintracciabile, laddove la partenza sia in prossimità di una soluzione che utilizza Frecce e Intercity (l’unica invece sempre mostrata) anche solo di pochi minuti più veloce.”

Oltre a ciò l’Antitrust vede un’aggravante nel fatto che la società non abbia mai mostrato in modo chiaro le limitazioni previste dalla sua piattaforma. La denominazione infatti risulta ingannevole, secondo l’Antitrust.
Di certo la multa di 5 milioni è una vera inezia per chi fattura 9 miliardi l’anno, ma essere accusati di poca trasparenza non è un buon modo per attirare nuovi clienti e prepararsi alla discesa in Borsa.