Autore: Rosaria Imparato

Facebook - Mark Zuckerberg - Fake news

12
Gen

Facebook cambia l’algoritmo: favorirà i post di amici e parenti

La novità di Facebook prevede un cambiamento che favorisce i post di parenti e amici. “Per farci felici”, dice Zuckerberg.

Nei prossimi mesi ci sarà un cambiamento non da poco sul nostro News Feed di Facebook, che interesserà la frequenza e il modo in cui vedremo post, video e fotografie.
Con una modifica all’algoritmo utilizzato, a essere privilegiati saranno i post di amici e parenti, le loro foto e i loro post, o aggiornamenti ritenuti rilevanti in base alle nostre interazioni significative.

Vedremo meno, di conseguenza, i contenuti delle pagine a cui abbiamo messo “mi piace”. Una rivoluzione che il padre di Facebook mette in campo per far sentire più vicine le persone.

Ai giornali non piace questo elemento

Zuckerberg ha introdotto questa novità per permetterci di interagire maggiormente con le persone della nostra cerchia e, in questo modo, renderci più felici.
Lo scopo è quello di ridurre il tempo di permanenza sul social network più famoso del mondo, ma aumentarne la qualità.

Ad andare incontro a un calo di visualizzazioni di video e traffico saranno editori, giornali e tutte le pagine a cui abbiamo messo mi piace, cioè quelli che il fondatore di Facebook ha definito “contenuti passivi”, video e articoli che richiedono solo di essere guardati e letti, senza coinvolgere gli iscritti in una conversazione.
Insomma, niente più consultazione passiva, anche se può essere divertente o informativa.

In questo modo, però, se gli utenti vedranno soprattutto i contenuti di amici e parenti, si ritroveanno a visualizzare notizie che rafforzano solo le loro ideologie.
Inoltre, le fake news continueranno a diffondersi indisturbate con più facilità, perché condivise in modo capillare.

La lotta di Facebook contro le fake news

Dopo l’elezione di Donald Trump, Facebook è stata accusata di averne influenzato i risultati con la diffusione incontrollata di fake news. All’inizio Zuckerberg ha minimizzato, dicendo che la responsabilità è di chi produce tali contenuti.

Tuttavia, dopo l’emergere di altri elementi (come che alcuni account russi abbiano speso migliaia di dollari per la loro propaganda proprio tramite gli strumenti promozionali di Facebook), Zuckerberg ha riconosciuto, in parte, la responsabilità della sua azienda.