Autore: Marco Contini

Samsung

25
Ago

Erede Samsung condannato a 5 anni di carcere. Come reagiscono le azioni in borsa

L’erede di una delle aziende più importanti del mondo, Samsung, è stato condannato a 5 anni di reclusione. Ecco i capi di imputazione di Lee Jae-yong e l’andamento del titolo.

Lee Jae-yong è il vicepresidente di Samsung ed erede della famiglia fondatrice dell’azienda leader nella produzione di smartphone. A febbraio dello scorso anno Lee Jae-yong era stato arrestato per corruzione, falsa testimonianza e appropriazione indebita.
La procura della Sud Corea aveva chiesto ben 12 anni di reclusione; Lee era infatti accusato di corruzione davanti alla Corte centrale distrettuale di Seul, nell’ambito dello scandalo che aveva portato all’arresto dell’ex presidente della Repubbica Park Geun-hye.

Park Geun-hye è stata arrestata nell’ambito dello scandalo che ha coinvolto numerosi esponenti importanti dell’imprenditoria del Paese. La consulente più fidata di Park Geun-hye avrebbe infatti approfittato della sua posizione per ottenere finanziamento in cambio di protezione politica.

Lee avrebbe erogato fondi alla consulente dell’ex presidente per 36,3 milioni di dollari, in cambio avrebbe poi ottenuto il via libera per i fondi pensione pubblici a un’operazione di riordino dell’azienda che avrebbe portato al potere della Samsung lo stesso Lee.
Lo scopo di Lee era quello di ottenere il controllo dell’azienda di famiglia e avere il controllo della catena.

Sebbene il vice presidente di Samsung abbia sempre negato l’importo sarebbe stato versato al braccio destro di Park Geun-hye.

Le azioni Samsung dopo la notizia dell’arresto

Le ripercussioni della vicenda sono state immediate e si sono viste soprattutto in borsa dove il titolo ha cominciato a perdere terreno. Le azioni Samsung nella giornata di oggi, 25 agosto 2017, sono infatti in forte calo e le questioni legali del vice presidente pesano come un macigno sull’andamento dei titoli.

Le azioni sarebbe meglio dire che sono crollate a picco nella giornata, dal momento che l’azienda corre il rischio di rimanere senza nessuno al timone per un lungo periodo. Il colosso tecnologico da 80 miliardi di dollari, terzo nella classifica mondiale dopo Google e Apple, rischia quindi di vedere andare in fumo il suo impero.