Autore: Redazione

29
Dic

Emergenza inquinamento: le reazioni del Ministero dell’Ambiente e dell’Istituto Superiore di Sanità

Per affrontare l’emergenza inquinamento che sta colpendo da mesi le principali città italiane il Ministro dell’Ambiente Galletti ha convocato una riunione il 30 dicembre mentre l’Istituto Superiore di Sanità propone un decalogo di 10 cose da fare

Emergenza inquinamento: la misure antismog

L’emergenza inquinamento che ormai da mesi interessa le principali città italiane richiede un intervento immediato.
Dall’ inizio dell’anno sono state numerose le città della penisola che hanno superato il limite stabilito dalla legge di 35 giorni all’ anno con concentrazioni di polveri sottili, ovvero quelle emesse dal traffico di auto, moto e mezzi pubblici. Sono Milano, Torino, Roma, Napoli e Bologna a detenere il primato come capoluoghi più inquinati.

Per limitare le emissioni giornaliere di PM10 i Comuni italiani hanno fatto spesso ricorso a misure antismog. Proprio in questi giorni è in atto a Milano il blocco delle auto e a Roma la circolazione a targhe alterne.

Tuttavia i livelli delle sostanze inquinanti presenti nell’ aria sono rimasti critici tanto che il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha deciso di convocare il 30 dicembre al ministero una riunione di coordinamento degli interventi sul territorio nazionale. Saranno presenti i presidenti di Regione, i sindaci dei grandi centri urbani e il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio.

Emergenza inquinamento: le condizioni climatiche

Ad aggravare la situazione contribuiscono le condizioni metereologiche anomale. Le temperature sopra la media che stanno caratterizzando l’inverno 2015 determinano la permanenza degli inquinanti nell’aria mentre il vento e la pioggia in grado di spazzarli via non accennano a comparire. L’assenza di precipitazioni sembra essere dovuta in particolare al dominio dell’anticiclone delle Azzorre sul settore euro-mediterraneo.
Il fenomeno non è limitato al Belpaese ma si sono registrate temperature record in tutto il mondo. Secondo gli esperti del National oceanic and atmospheric administration (Noaa) Usa, l’innalzamento delle temperature del Pianeta è in parte conseguenza del “Niño”, il fenomeno climatico che si verifica nell’Oceano Pacifico nei mesi di dicembre e gennaio, con una frequenza che può variare dai due ai sette anni, che determina eventi estremi come siccità e inondazioni.

Emergenza inquinamento: ecco il decalogo delle 10 cose da fare

L’anomalia climatica e le elevate emissioni di polveri sottili stanno quindi accentuando l’emergenza inquinamento con pesanti conseguenze sugli ecosistemi e sulla salute umana. Per affrontarla Loredana Musmeci, direttore del Dipartimento Ambiente e connessa Prevenzione Primaria dell’Istituto Superiore di Sanità, ha proposto 10 cose da fare:

Auto e mezzi pubblici:
1. Usa i mezzi pubblici: non usare l’auto se puoi
2. Se proprio devi usare l’auto, non viaggiare da solo
3. Se proprio non hai alternative ad usare l’auto, rallenta di almeno 10 km/h rispetto ai limiti di velocità
4. Non parcheggiare in doppia fila: creare un ingorgo aumenta anche la tua esposizione
Riscaldamento
5. Hai controllato che il riscaldamento fosse spento prima di andartene dall’ufficio?
6. Chiudi il riscaldamento di casa se vai in vacanza: risparmi e riduci le emissioni di inquinanti
7. Abbassa il riscaldamento di 1-2 gradi e metti un maglione in più
8. Limita l’uso della legna per il riscaldamento
Attività all’aperto
9. Limita le attività ricreative, sportive e di gioco all’aria aperta
10. Tieni al riparo bambini, anziani e chi è affetto da patologie respiratorie e cardiovascolari nelle ore di maggior traffico