Autore: Luca Secondino

Elezioni Francia 2017 - Francia - Presidenziali Francia 2017 - Emmanuel Macron - Marine Le Pen

4
Mag

Dibattito Macron-Le Pen: faccia a faccia in TV tra insulti e tensione

L’ultimo dibattito TV tra i due candidati è stato più teso del previsto: entrambi si giocavano molto e nonostante siano sembrati entrambi in difficoltà, è emersa meglio la figura di Emmanuel Macron.

Macron-Le Pen: l’ultimo faccia a faccia televisivo prima del ballottaggio del 7 maggio è stato uno show al quale il pubblico francese non aveva mai assistito per le elezioni presidenziali. Il dibattito è andato avanti per più di due ore e mezza e lo schema del botta e risposta è spesso saltato, mostrando il lato più agguerrito dei due candidati e l’imbarazzo dei moderatori per non saper controllare lo scambio di battute.

Lo scontro televisivo è iniziato subito sotto il segno della tensione, con Marine Le Pen che ha attaccato il candidato centrista di essere diretto erede del Governo socialista, mostrandosi molto meno diplomatica rispetto a come si era presentata nelle ultime apparizioni pubbliche. Il suo è un attacco senza fine al leader di En Marche! chiamandolo “Hollande Junior,” ridendo durante le sue argomentazioni e in generale approcciando al dibattito con una strategia della confusione e del nervosismo simile a quella di Trump durante la campagna presidenziale.

Emmanuel Macron, d’altra parte, nonostante gli attacchi si è dimostrato più preparato non solo sui temi economici, dove ha spiegato l’inattendibilità delle promesse di “Madame Le Pen”, così l’ha sempre chiamata, ma anche sul tema delle riforme, parlando a braccio e cercando di dare un filo conduttore al dibattito.

Il confronto faccia a faccia non è stato un successo per nessuno dei due candidati, che si giocavano moltissimo da quest’ultimo confronto. Sono emerse tuttavia le differenze tra i programmi politici di Le Pen e di Macron, anche sul tema del terrorismo e dell’immigrazione, con spiegazioni lucide da parte del giovane candidato e illazioni da parte della leader del Front National.

Nonostante lo spettacolo poco gradevole, Emmanuel Macron è risultato rimanere in testa ai sondaggi per diventare presidente, e anche gli scommettitori hanno abbassato la sua quota a 1.00 e alzato quella della Le Pen a 7.00. Secondo un primo sondaggio di BfmTv per il 63% dei telespettatori Macron è stato il migliore nel dibattito.

Macron-Le Pen, il dibattito si infuoca

Nonostante entrambi abbiano alzato i toni, il candidato centrista Macron ha sempre mantenuto la statura del presidente designato, autorevole e rispettoso, e ha cercato di dare un senso al dibattito parlando ai suoi elettori e a tutti i francesi.

Differentemente, Marine Le Pen si è paradossalmente chiusa rispetto al confronto precedente, in cui la diplomazia l’aveva quasi messa in difficoltà, ed è tornata ad incarnare la rabbia del popolo francese, confondendo, facendo illazioni e adottando un comportamento spesso poco conveniente al presidente francese. La leader di FN ha parlato esclusivamente ai suoi elettori, senza cercare di conquistare un più ampio elettorato, come usualmente si fa prima di un ballottaggio. L’unica leva è stata la rabbia e la paura del terrorismo.

Il confronto Macron-Le Pen sul terrorismo

Il dibattito politico ruota attorno a molti temi, economici, sociali, ma uno dei nodi più importanti è la questione della politica estera e della lotta al terrorismo, su cui i candidati si trovano ai poli opposti: per Le Pen vanno chiuse le frontiere e allontanati gli immigrati; per Macron le frontiere devono rimanere aperte e la Francia deve assumere un ruolo di guida in Europa e nella lotta al terrorismo, senza dimostrarsi impaurita.

Proprio riguardo al terrorismo, Le Pen ha fatto illazioni su un esponente del movimento En Marche!, Mohamed Saou, accusato di essere vicino al movimento islamista Indigenes De la Republique, e sul sostegno della controversa Uoif (Union des organisations islamiques de France). Macron ha risposto facendo notare come la chiusura di Le Pen sia il pretesto perfetto per i terroristi che vogliono gettare la guerra civile in Francia, alimentando l’odio e la paura.