Autore: Redazione

Italia - Disoccupazione - Povertà

16
Gen

Confcommercio: indice della miseria ai massimi dal 2006. Italia sempre più nel baratro

Il misery index italiano, conosciuto come indice del disagio sociale o indice della miseria, è salito nel mese di novembre a un valore pari a 22 punti. La Confcommercio, che si occupa della rilevazione, ha attestato un aumento dello 0,3% rispetto al mese di ottobre.

L’indice della miseria è così arrivato al livello più alto da 6 anni, vale a dire da gennaio 2007.

Secondo l’Associazione la crescita è dovuta all’aumento della disoccupazione estesa (0,2% e al parallelo, nonché modesto, incremento dell’inflazione di beni e servizi ad alta frequenza.

Confcommercio ha ricordato anche che, nello stesso arco di tempo, il tasso di disoccupazione ufficiale dell’Italia è crescito al 13,4%, +0,1% rispetto al mese precedente, ma soprattutto +0,9% rispetto allo stesso mese del 2013. Il numero dei disoccupati si attesta attualmente a 3 milioni 457mila unità (+40mila sul mese precedente e +264mila rispetto a novembre del 2013).Mentre, in parallelo, il numero degli occupati a novembre è sceso di 48mila unità rispetto ad ottobre.

Parlando della performance complessiva del disagio sociale nel corso degli ultimi 10 mesi, Confommercio ha precisato che:

«il deciso aumento realizzato nell’ultimo bimestre dall’area del disagio sociale riflette essenzialmente il deterioramento registrato dalle condizioni del mercato del lavoro.

La percentuale di inflazione dei beni e dei servizi ad alta frequenza è infatti evoluta in maniera decisamente contenuta, con parametri di poco superiori allo zero. L’associazione spiega infatti che:

L’inflazione relativa ai beni e servizi ad alta frequenza ha, infatti, mostrato una evoluzione molto contenuta e di poco superiore a zero. In un contesto in cui per alcuni dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, quali i carburanti, si profila una decisa tendenza al ridimensionamento per riportare il disagio sociale entro confini più ridotti è necessario che si creino situazioni più favorevoli sul versante dell’occupazione».