Autore: Chiara Ridolfi

Russia - Social network

18
Mag

Blue Whale: ecco come funziona il gioco che giunge dalla Russia. Fake news o verità?

Il Blue Whale torna ad essere un argomento di interesse e dopo il servizio de Le Iene da più parti parla di una fake news. Il gioco esiste davvero in Russia?

Blue Whale è una moda che sembra aver spopolato in Russia e che porta molte preoccupazioni negli altri paesi in cui giunge. Il Blue Whale è infatti una sorta di gioco che prevede 50 regole, ciascuna delle quali equivale ad una prova.
Le prove che vengono proposte spesso comportano l’autolesionismo, ogni step del percorso viene supervisionato da un curatore, che invia delle indicazioni a distanza (tramite social o app di messaggistica istantanea) e controlla che vengano seguiti i vari passaggi.

A preoccupare maggiormente del Blue Whale è la regola n°50 che afferma Saltate da un edificio alto. Prendetevi la vostra vita., il gioco si chiude così con il suicidio del ragazzo. Proprio questo punto ha spinto la stampa nazionale a preoccuparsi per la questione, dal momento che il gioco sembra essere giunto anche in Italia.
Pochi però hanno preso in esame anche un altro fattore, che non può in alcun modo essere scisso dal “gioco” in questione: l’ambiente in cui viene proposto.

Il Blue Whale viene infatti dalla Russia, paese in cui questo tipo di eventi non sono poi così insoliti. Nel 2015 infatti grande scalpore vi fu per quelli che vennero definiti i “gruppi della morte”, chat di gruppo su VKontakte (il social russo) in cui i ragazzi venivano spinti a togliersi la vita.
Nel novembre del 2016 fu infatti arrestato Philipp Budeikin, ragazzo amministratore di questi gruppi e ideatore del Blue Wahle, che ora si trova in carcere.

Il timore che la moda russa possa portare alle stesse conseguenze è molto alto, soprattutto dopo il servizio de Le Iene che lega il suicidio di un ragazzo italiano alla pratica russa. Cerchiamo di capire come funziona il Blue Whale e cosa sta avvenendo davvero in Russia.

Blue Whale, gioco reale o fake news? Proviamo a scoprirlo

Nelle ultime ore, dopo il servizio de Le Iene in rete si sono scatenate le polemiche e soprattutto i media hanno cominciato a parlare della nuova moda in ogni modo. Dopo qualche giorno dalla messa in onda del servizio però non si è più certi della sua reale esistenza.

Le teorie al riguardo sarebbero infatti tante, tra le quali vi sarebbe anche una teoria secondo cui il Blue Whale sarebbe un’invenzione del governo di Putin per tenere lontani i ragazzi dal social.
La vicenda del Blu Whale si alimenterebbe in sostanza sulla suggestione, ma non vi sarebbero poi delle prove reali della sua esistenza.

Come vedremo in seguito il tasso di suicidio in Russia è molto alto tra i giovani nella fascia d’età tra i 15 e i 19 anni e su VKontakte (il social russo) sarebbero sempre state molte le foto di ragazzi con gambe e braccia autolesionate.
Difficile è capire se i gruppi di VKontakte siano davvero dei posti che spingono al suicidio o semplici punti di incontro. Rimangono certo le parole di Philipp Budeikin e le regole che circolano in rete.

La verità in questo caso è difficile da trovare. Di seguito vi spieghiamo cosa sta succedendo e qual è il funzionamento del Blu Whale.

Blue Whale, il gioco russo che spinge al suicidio: ecco come funziona

Ad accendere le preoccupazioni è un servizio de Le Iene, dove Matteo Viviani in un reportage, analizza le pratiche del Blue Whale e le conseguenze che sembra avere questa pratica sui giovani russi.
Nel reportage vengono intervistate due madri, che raccontano il suicidio delle loro figlie e sopratutto affermano che tutti i compagni di classe sapevano cosa le ragazze stessero facendo.

Nel servizio di Viviani le madri descrivono le figlie come ragazze normali, piene di vita e senza problemi che potessero far pensare ad un gesto simile. Solo dopo mesi dal loro suicidio, hanno notato alcuni particolari che accomunano molti dei ragazzi morti: le balene.
L’animale è infatti il simbolo della pratica che in Russia sembra aver portato già 150 adolescenti a togliersi la vita e che appare nei disegni ricorrenti dei ragazzi.

Il “gioco”, se così vogliamo definirlo, è strutturato in tappe, che portano la persona che le segue a prendere la consapevolezza che l’unico modo per essere davvero liberi è togliersi la vita.
Le 50 regole sono strutturate in una serie di prove, che prevedono l’autolesionismo, la visione di film horror, l’ascolto di una musica particolare e di salire su edifici molto alti.

Ogni passaggio viene strutturato ed esaminato da un curatore, che invia le norme della sfida, controlla che le prove vengano effettuate e soprattutto sceglie chi deve effettuare le prove.
Proprio il curatore sembra essere la persona che alla fine del percorso, che giunge al 50° giorno, filma il suicidio.

Le regole del Blue whale sono state riportate da più giornali e siti italiani, ma non crediamo che sia il caso di inserirle anche in questo articolo, dato la pericolosità del gioco.

Blue whale, il gioco è arrivato in Italia?

A dare l’avvio al reportage di Viviani è una segnalazione che giunge da Livorno, dove un ragazzo invia un messaggio al programma informandoli che un suo coetaneo seguiva il Blue Whale.
Il ragazzo in questione si è infatti suicidato, lanciandosi dal palazzo più alto di Livorno e solo dopo il suo compagno di scuola sembra aver collegato le pratiche alla sua morte.

Il timore che la pratica possa espandersi anche sul territorio italiano diventa così alto e soprattutto comincia a far paura. Sebbene il Blue Whale sembri essere una pratica consolidata in Russia, dove il governo sta cercando di arginare il problema, non si tiene conto di un fattore molto importante: il tasso di suicidi tra i giovani nel paese.

Il New York Times nel 2012 mostrava delle preoccupanti statistiche, che non sembravano però legate al Blue Whale o altre pratiche di questo tipo. In Russia ogni 10.000 adolescenti 7 si suicidano ogni anno, portando così il paese ad avere un elevato numero di suicidi tra i giovani nella fascia tra i 15 e i 19 anni.

Un problema quindi che il paese sembra avere indipendentemente dalla nuova moda e che si cerca da tempo di affrontare. Attualmente in Russia sono molti i programmi televisivi, le proposte del Governo e gli approfondimenti che mirano a far comprendere ai ragazzi non solo cos’è davvero il Blue Whale, ma anche a sviluppare un dialogo nel momento in cui avessero problemi.

Non è però possibile dire che il Blue Whale non esista, come invece scrivono alcuni siti italiani, dal momento che i 150 ragazzi che si sono tolti la vita nel paese sono tutti legati da questi disegni di balene blu e sono stati tutti ripresi nel loro gesto folle.
Inoltre Philipp Budeikin, che sembra essere l’inventore di questo gioco, dopo esser stato arrestato ha dichiarato:

Ci sono le persone e gli scarti biologici. Io selezionavo gli scarti biologici, quelli più facilmente manipolabili, che avrebbero fatto solo danni a loro stessi e alla società. Li ho spinti al suicidio per purificare la nostra società

Il ragazzo si trova attualmente in un carcere di San Pietroburgo, dove ogni giorno riceve migliaia di lettere d’amore dalle sue adepte. Le pratiche però non si sono concluse con l’arresto della mente, dal momento che nel paese sono molti i ragazzi curatori, che continuano ad inviare il regolamento e le prove.

In Italia il primo caso sembra essere quello del 15enne suicidatosi a Livorno, ma al momento non sembrano esserci prove schiaccianti della connessione tra la sua morte e il Blue Whale.