Autore: Chiara Ridolfi

Ape volontaria e Social - INPS - Pensione

19
Giu

Ape social requisiti e come inviare domanda. Guida completa per l’anticipo pensionistico 2017

L’Ape social è ora operativa. Di seguito i requisiti l’anticipo pensionistico a costo zero e come inoltrare la domanda.

I requisiti dell’Ape social sono stati messi nero su bianco e con la firma di Gentiloni il modo per uscire dal lavoro in anticipo a costo zero è ora operativo. I decreti attuativi dell’Ape Social sono infatti stati firmati nella giornata del 22 maggio 2017 e l’invio delle domande potrà avvenire entro il 15 luglio 2017.

Da venerdì 16 giugno è inoltre possibile inoltrare la domanda e in molti si chiedono come fare per richiedere l’Ape social. La proposta è infatti l’unica modalità per andare in pensione in modo anticipato, senza però chiedere prestiti alle banche.
L’invio delle domande per l’Ape 2017 dovrà avvenire entro e non oltre il 15 luglio 2017, per coloro che fossero riusciti a maturare i requisiti entro quella data.

L’Ape per il 2018 invece accoglierà le domande entro il 31 marzo 2018; quindi tutte le domande che verranno inviate dopo il 15 luglio di quest’anno saranno prese in esame, si legge nel decreto attuativo, “sono prese in considerazione esclusivamente se all’esito del monitoraggio residuano le necessarie risorse finanziarie”.

Non solo le tempistiche per l’ufficializzazione dei requisiti dell’Ape sono infatti state molto lunghe, ma anche le questioni burocratiche non saranno proprio snelle. Ulteriori ritardi erano giunti per la mancanza dell’ufficializzazione dei decreti, che dopo lunghe attese sono stati inseriti in Gazzetta Ufficiale.

Vediamo di seguito quali sono i requisiti che sono richiesti per l’Ape social e come inoltrare le domande. Finalmente le notizie che vi possiamo dare sono quelle ufficiali, che prendono in esame anche le varie modifiche apportate dal Consiglio di Stato, approvate in via definitiva nella giornata del 22 maggio 2017.

Ape social: come inviare la domanda e tempistiche

Quello delle tempistiche era senza dubbio il nodo più difficile da sciogliere, dal momento che il Governo non si era mai sbilanciato sulla questione. L’uscita anticipata con spese a carico dello Stato doveva entrare in vigore il 1° maggio e finalmente oggi si hanno novità.
Il decreto, in base a ciò che si legge, sarà retroattivo e quindi l’assegno verrà dato dal 1° maggio per coloro che avessero maturato i requisiti entro tale data.

La retroattività comporta che non verranno prese in esame le date in cui sarà inoltrata la domanda dal richiedente (dati gli slittamenti del Governo), ma il contributo sarà dato dal momento in cui il lavoratore ha maturato i diritti.
Per l’Ape social questo non potrà avvenire per una data precedente al 1° maggio 2017, momento dal quale è stato stabilito partirà la retroattività.

Per inoltrare la domanda il sistema sarà il nuovo portale dell’Inps dove dovrebbe essere data la possibilità al lavoratore di inoltrare tutta la documentazione.
Le pratiche per l’inoltro della domanda dovranno essere svolte esclusivamente online e la via telematica sarà l’unico modo per andare in pensione in modo anticipato.

Le domande inoltrate prima della pubblicazione dei decreti in Gazzetta Ufficiale (avvenuta il 16 giugno 2017) non saranno valide. Coloro che si trovassero in questa situazione dovranno quindi ripetere l’operazione e inoltrare nuovamente la domanda per l’Ape sociale.

Le risorse a disposizione, fa sapere il Governo, saranno di 300 milioni di euro e porteranno all’anticipo della pensione un totale di 600.000 lavoratori.
Nel caso in cui le richieste fossero maggiori dei soldi a disposizione, i nominativi verranno introdotti in una graduatoria.

In tale lista verrà dato un maggiore punteggio a coloro che sono più vicini all’età della pensione, mentre per gli altri si dovrà attendere lo scorrimento.

Ape social requisiti per poterne usufruire

Nell’attesa della firma ufficiale del decreto i Patronati Acli avevo indetto una giornata di informazione che avrà luogo il 19 maggio 2017, durante la quale hanno dato le informazioni utili per capire la documentazione da produrre.
Nel presentare l’iniziativa denominata Giornata nazionale d’informazione sull’anticipo pensionistico i patronati avevano inoltre fatto sapere che probabilmente si sono sottovalutate le complessità della nuova modalità.

L’Ape social è l’unico punto della riforma delle pensioni ad avere un decreto attuativo pronto per essere ufficializzato nella Gazzetta. Difatti per la Quota 41, che in molte occasioni si è detto andare di pari passo con l’Ape, il Governo non ha ancora chiarito molti punti e si pensa che i precoci potrebbero attendere ancora prima di vederne l’applicazione.

I requisiti per accedere all’Ape social, ossia l’uscita anticipata dal lavoro che non prevede tassi di interesse per il cittadino, sono i seguenti:

  • aver compiuti 63 anni di età;
  • aver versato i contributi all’Inps tra i 30 e i 36 anni di contributi. Il requisito cambia in base alla categoria in cui si rientra;
  • l’assegno pensionistico del beneficiario inoltre non deve superare i 1.500€ lordi per riuscire a rientrare in questa modalità di uscita dal lavoro.

Queste sono le caratteristiche identiche per tutti e delle quali si deve essere in possesso, in aggiunta poi si dovrà rispondere ad almeno uno dei seguenti requisiti:

  • disoccupati di lungo periodo che da almeno 3 mesi non percepiscano più il sussidio di disoccupazione. Le motivazioni del licenziamento dovranno essere: dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale da procedura di conciliazione o licenziamento;
  • lavoratori che assistono un parente di primo grado da almeno 6 mesi con handicap (caregivers);
  • lavoratori che hanno svolto lavori usuranti e continuano questa attività da almeno 6 anni;
  • invalidità pari o superiore al 74% che porti ad una limitata capacità lavorativa.

Per i lavoratori con lavori usuranti il requisito minimo per i contributi è di 36 anni, mentre per tutte le altre categoria che vi abbiamo presentate ne basteranno 30.
Si è inoltre confermato il divieto di cumulo tra il trattamento dell’Ape e altri redditi da lavoro compresi tra i 4.800€ e gli 8.000€.

A slittare non saranno però solo la data per iniziare a inviare le domande, ma anche il giorno per ottenere una risposta. Difatti le risposte alle domande per l’Ape social verranno date entro e non oltre il 15 ottobre 2017, come ha affermato lo stesso Giuliano Poletti nel corso di un’interrogazione parlamentare.

A tutti coloro che avessero maturato i requisiti entro il 1° maggio 2017 l’assegno pensionistico dell’Ape verrà dato in via retroattiva, con decorrenza dal 1° maggio. Infatti è stata accolta la proposta, avanzata dal Consiglio di Stato per non far ricadere il prolungamento delle tempistiche sui lavoratori uscenti.

Ape social: sarà presente la graduatoria per effettuare lo scorrimento

L’Ape social è prettamente una misura di politica assistenziale e i requisiti che vengono richiesti ne sono una chiara dimostrazione. L’Ape social sarà l’unico modo per andare in pensione senza che venga decurtata una parte di assegno al pensionato e per tale ragione lo Stato ha dovuto stanziare dei fondi.
Per il primo anno di sperimentazione l’Ape social ha a disposizione 300 milioni di euro, che poi diventeranno 600 milioni per il secondo anno.

Le domande attese dovrebbero aggirarsi intorno alle 60mila, ma in caso fossero più del previsto si formerà una graduatoriae in base ad essa verranno stanziati i fondi.
La graduatoria verrà redatta e resa nota entro e non oltre il 15 ottobre e verrà dato un punteggio maggiore a coloro che sono più vicini all’età pensionabile.

Anche in questo caso varrà la decorrenza dal 1° maggio, ma sarà l’Inps stessa a gestire lo scorrimento e a concedere l’assegno al beneficiario.

La graduatoria a scorrimento è lo strumento con cui il Governo cerca di tutelarsi per riuscire a strutturare in modo idoneo il processo di smistamento delle domande. Le attese per l’Ape social sono infatti molto alte e sembra che questa sarà la misura che più di tutte avrà successo per la riforma delle pensioni, data l’assenza di penalizzazioni economiche.