Autore: Chiara Ridolfi

Ape volontaria e Social - INPS - Pensione

23
Mag

Ape social requisiti e come inviare domanda. Guida completa per l’anticipo pensionistico 2017

L’Ape social è ora operativa con il decreto firmato da Gentiloni. Di seguito i requisiti per accedere all’anticipo pensionistico a costo zero e come inoltrare la domanda.

I requisiti dell’Ape social sono stati messi nero su bianco e con la firma di Gentiloni il modo per uscire dal lavoro in anticipo a costo zero è ora operativo. I decreti attuativi dell’Ape Social sono infatti stati firmati nella giornata del 22 maggio 2017 e l’invio delle domande potrà avvenire entro il 15 luglio 2017.
Sebbene le dichiarazioni di Poletti facessero pensare a tempi molto stretti, si sono dovute attendere molte settimane prima dell’arrivo dell’ufficialità.

Il 15 maggio il Ministro del Lavoro aveva infatti annunciato che per l’entrata in vigore sarebbe stata “questione di ore”, ma la firma è arrivata dopo una settimana. Alla fine però il Governo è riuscito finalmente ad approvare le linee guida per l’Ape social, così che possa partire nei prossimi giorni.
L’invio delle domande per l’Ape 2017 dovrà avvenire entro e non oltre il 15 luglio 2017, per coloro che fossero riusciti a maturare i requisiti entro quella data.

L’Ape per il 2018 invece accoglierà le domande entro il 31 marzo 2018; quindi tutte le domande che verranno inviate dopo il 15 luglio di quest’anno saranno prese in esame, si legge nel decreto attuativo, “sono prese in considerazione esclusivamente se all’esito del monitoraggio residuano le necessarie risorse finanziarie”.

Nell’attesa della firma ufficiale del decreto i Patronati Acli avevo indetto una giornata di informazione che avrà luogo il 19 maggio 2017, durante la quale hanno dato le informazioni utili per capire la documentazione da produrre.
Nel presentare l’iniziativa denominata Giornata nazionale d’informazione sull’anticipo pensionistico i patronati avevano inoltre fatto sapere che probabilmente si sono sottovalutate le complessità della nuova modalità.

Non solo le tempistiche per l’ufficializzazione dei requisiti dell’Ape sono infatti state molto lunghe, ma anche le questioni burocratiche non saranno proprio snelle. Le procedure di certificazione potrebbero infatti richiedere molto tempo, facendo così slittare l’approvazione dell’uscita anticipata al lavoratore.
Durante la giornata del 19 maggio i Patronati Acli hanno cercato di chiarire i dubbi degli utenti, ma solo la firma di Gentiloni mette le cose nero su bianco.

Vediamo di seguito quali sono i requisiti che sono richiesti per l’Ape social e come si potranno inoltrare le domande. Finalmente le notizie che vi possiamo dare sono quelle ufficiali, che prendono in esame anche le varie modifiche apportate dal Consiglio di Stato, approvate in via definitiva nella giornata del 22 maggio 2017.

Ape social requisiti per poterne usufruire

L’Ape social è l’unico punto della riforma delle pensioni ad avere un decreto attuativo pronto per essere ufficializzato nella Gazzetta. Difatti per la Quota 41, che in molte occasioni si è detto andare di pari passo con l’Ape, il Governo non ha ancora chiarito molti punti e si pensa che i precoci potrebbero attendere ancora prima di vederne l’applicazione.

I requisiti per accedere all’Ape social, ossia l’uscita anticipata dal lavoro che non prevede tassi di interesse per il cittadino, sono i seguenti:

  • aver compiuti 63 anni di età;
  • aver versato i contributi all’Inps tra i 30 e i 36 anni di contributi. Il requisito cambia in base alla categoria in cui si rientra;
  • l’assegno pensionistico del beneficiario inoltre non deve superare i 1.500€ lordi per riuscire a rientrare in questa modalità di uscita dal lavoro.

Queste sono le caratteristiche identiche per tutti e delle quali si deve essere in possesso, in aggiunta poi si dovrà rispondere ad almeno uno dei seguenti requisiti:

  • disoccupati di lungo periodo che da almeno 3 mesi non percepiscano più il sussidio di disoccupazione. Le motivazioni del licenziamento dovranno essere: dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale da procedura di conciliazione o licenziamento;
  • lavoratori che assistono un parente di primo grado da almeno 6 mesi con handicap (caregivers);
  • lavoratori che hanno svolto lavori usuranti e continuano questa attività da almeno 6 anni;
  • invalidità pari o superiore al 74% che porti ad una limitata capacità lavorativa.

Per i lavoratori con lavori usuranti il requisito minimo per i contributi è di 36 anni, mentre per tutte le altre categoria che vi abbiamo presentate ne basteranno 30.
Si è inoltre confermato il divieto di cumulo tra il trattamento dell’Ape e altri redditi da lavoro compresi tra i 4.800€ e gli 8.000€.

A slittare non saranno però solo la data per iniziare a inviare le domande, ma anche il giorno per ottenere una risposta. Difatti le risposte alle domande per l’Ape social verranno date entro e non oltre il 15 ottobre 2017, come ha affermato lo stesso Giuliano Poletti nel corso di un’interrogazione parlamentare.

A tutti coloro che avessero maturato i requisiti entro il 1° maggio 2017 l’assegno pensionistico dell’Ape verrà dato in via retroattiva, con decorrenza dal 1° maggio. Infatti è stata accolta la proposta, avanzata dal Consiglio di Stato per non far ricadere il prolungamento delle tempistiche sui lavoratori uscenti.

Ape social: come inviare la domanda e tempistiche

Quello delle tempistiche era senza dubbio il nodo più difficile da sciogliere, dal momento che il Governo non si era mai sbilanciato sulla questione. L’uscita anticipata con spese a carico dello Stato doveva entrare in vigore il 1° maggio e finalmente oggi si hanno novità.
Il decreto, in base a ciò che si legge, sarà retroattivo e quindi l’assegno verrà dato dal 1° maggio per coloro che avessero maturato i requisiti entro tale data.

La retroattività comporta che non verranno prese in esame le date in cui sarà inoltrata la domanda dal richiedente (dati gli slittamenti del Governo), ma il contributo sarà dato dal momento in cui il lavoratore ha maturato i diritti.
Per l’Ape social questo non potrà avvenire per una data precedente al 1° maggio 2017, momento dal quale è stato stabilito partirà la retroattività.

Per inoltrare la domanda sembra che il sistema sarà il nuovo portale dell’Inps dove dovrebbe essere data la possibilità al lavoratore di inoltrare tutta la documentazione.
Le pratiche per l’inoltro della domanda e i documenti da allegare per effettuare la richiesta non sono ancora stati chiariti, ma senza dubbio verrà tutto chiarito con l’uscita del decreto in Gazzetta Ufficiale.

Ape social: sarà presente la graduatoria per effettuare lo scorrimento

L’Ape social è prettamente una misura di politica assistenziale e i requisiti che vengono richiesti ne sono una chiara dimostrazione. L’Ape social sarà l’unico modo per andare in pensione senza che venga decurtata una parte di assegno al pensionato e per tale ragione lo Stato ha dovuto stanziare dei fondi.
Per il primo anno di sperimentazione l’Ape social ha a disposizione 300 milioni di euro, che poi diventeranno 600 milioni per il secondo anno.

Le domande attese dovrebbero aggirarsi intorno alle 35mila, ma in caso fossero più del previsto si formerà una graduatoriae in base ad essa verranno stanziati i fondi.
Anche in questo caso varrà la decorrenza dal 1° maggio, ma sarà l’Inps stessa a gestire lo scorrimento e a concedere l’assegno al beneficiario.

La graduatoria a scorrimento è lo strumento con cui il Governo cerca di tutelarsi per riuscire a strutturare in modo idoneo il processo di smistamento delle domande. Le attese per l’Ape social sono infatti molto alte e sembra che questa sarà la misura che più di tutte avrà successo per la riforma delle pensioni, data l’assenza di penalizzazioni economiche.