Autore: Sara Tamisari

Milano - Disabilità - Olimpiadi di Rio 2016

21
Set

50 Campioni Paralimpici uniti contro le barriere

50 campioni paralimpici diventano ambasciatori in rappresentanza dell’unione paralimpica per superare le barriere nello sport.

Lo sport non dovrebbe essere visto come momento di svago, di sfogo o semplice divertimento. Lo sport è da sempre un simbolo di unione, di cooperazione, di sana competitività. Questo i 50 ambasciatori paralimpici lo sanno bene e si sono legati tutti insieme, con un semplice obiettivo: unire.

I 50 campioni medagliati sono capitanati da Alex Zanardi, e la loro unione non è soltanto simbolica. Effettueranno nei prossimi mesi un vero e proprio tour nelle scuole, negli ospedali e in altri tipi di strutture.
Questo per portare con sé il messaggio che lo sport non è soltanto divertimento, ma ha lo scopo di unire le persone, far scomparire tutte le diversità e rendere tutti uguali, tutti esseri umani.

“Io penso che lo sport sia uno straordinario strumento di politica con la P maiuscola per politiche attive sul territorio”, afferma il Presidente del Comitato italiano Paralimpico Luca Pancalli “per fare crescere il Paese in termini culturali e siccome il Paese non cresce solo quando cresce il Pil l’immagine di campioni a cui è stata data una opportunità è segnale di quella opportunità che noi vorremmo potesse essere data a tutti i ragazzi che non faranno mai sport e affrontano quotidianamente le loro paralimpiadi ben più complicate delle nostre.”

Ed è a Milano, nell’atrio della stazione centrale che l’evento ha avuto luogo e dove tutti gli ambasciatori si sono incontrati e hanno sfilato in onore della giusta causa, tra i rappresentanti c’era anche Bebe Vio, campionessa mondiale che sempre con il sorriso afferma:

Siamo una grande squadra, per noi è importante riuscire a portare in giro lo sport. Ed è tanto importante quanto sapere che se facciamo queste cose è perché speriamo sempre che ci sia qualche ragazzo giovane che ci veda, magari qualche atleta disabile che non sa neanche che esista lo snowboard, il canottaggio paralimpico, il calcio amputati, la scherma carrozzina, che è il più bello di tutti sappiatelo! E quindi speriamo sempre che ci veda qualcuno, un parente, qualcosa che permetta a una persona di dire; guarda ho visto questo, vieni a fare sport. Il nostro scopo è quello di avere sempre più atleti, ed è bello.

Ma l’obiettivo non si ferma qui, vi è anche una battaglia sociale dietro a tutto questo perché gli atleti paralimpici non dimenticano quanto sia difficile per un disabile vivere la vita di tutti i giorni.

Sui mezzi pubblici, soprattutto sui treni regionali, negli edifici quali molti non a norma. O, magari a norma ma con rampe per disabili molto lontane dall’entrata principale. Questa è una battaglia che si sta combattendo da molti anni, per permettere a tutte le persone disabili di accedere a ogni edificio e potersi muovere da soli in comodità e tranquillità.

L’iniziativa dei 50 Ambasciatori porta questo: unione, speranza e tante buone prospettive.